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Sant'Agata a Castelvecchio Subequo |
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giovedì 28 luglio 2005 |
 Sant'Agata è di origine siciliana; nobiltà, ricchezza e bellezza la fecero desiderare come sposa a Quinziano, console di Catania. Il rifiuto della giovane donna trasformò il suo pretendente da innamorato in tormentatore. Il console, approfittando della persecuzione di Decio contro i cristiani, fece accusare la fanciulla. Agata, incarcerata, subì atroci torture; i giustizieri malmenarono il suo corpo strappandole il seno e gettandola, ancora in vita, tra i carboni ardenti. La santa, per il martirio subito, è invocata contro la minaccia del fuoco e delle eruzioni ed è protettrice del seno malato. In una piccola ed antica. In una piccola ed antica comunità della Valle Subequana la santa si festeggia il 4 febbraio. Le origini del culto a Castelvecchio Subequo vanno ricercate in epoche assai lontane. La chiesa a lei dedicata sorge con molta probabilità sui resti di un antico tempio, destinato al culto di Ercole, accanto al quale si trovavano le terme vista la vicina sorgente. La presenza dell'acqua induce a pensare che in quel luogo venissero praticati rituali idrici giunti a noi attraverso la tradizione popolare proprio con il culto di sant'Agata. La mattina del giorno di festa, dopo la funzione religiosa, le donne raggiungono la fontana dove intingono dei pani a forma di seno femminile. In passato a questa pratica si accompagnava quella delle abluzioni propiziatorie. le donne si scoprivano il seno e lo bagnavano nella fonte. L'acqua miracolosa preservava dalle malattie del seno per analogia con la santa che era ed è considerata la tutrice del latte materno. |
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Sant'Antonio nella Marsica |
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giovedì 28 luglio 2005 |
 La festa di Sant'Antonio Abate è diffusissima in Abruzzo essendo il santo una delle figure principali della religiosità popolare. A Collelongo la tradizione lo vuole legato soprattutto al cibo. In paese, la sera del 16 di gennaio, sette famiglie, in segno di devozione, mettono sul fuoco un grosso paiolo, cottora, e vi fanno bollire il granturco precedentemente tenuto in ammollo. La preparazione della vivanda è preceduta dalla benedizione del parroco a cui si accompagnano i canti e le preghiere dei fedeli che, in segno di prosperità e benessere, a turno girano il granturco nel grosso tegame. In ogni famiglia il locale in cui arde il paiolo è addobbato con arance, uova e frutta secca. Amici e parenti visitano la cottura e, dopo aver girato anche loro il granturco che cuoce nel paiolo, ricevono vino e dolci. L'antica usanza si ripete per tutta la notte mentre per le vie del paese compagnie cantano, la vita, le tentazioni e i racconti dei miracoli del santo. In una cappella nei pressi della chiesa parrocchiale, i giovani accendono una grande catasta di legna attorno alla quale si stringono i devoti per cantare lodi al santo la cui statua, per l'occasione, è decorata con agrumi, frutta e uova. All'alba inizia la distribuzione del granturco, cicerocchi, e si dà inizio alla festa che continua per tutto il girono. Il 17 di gennaio per la festa di Sant'Antonio a Villavallelonga è antica usanza distribuire in tutto il paese piatti di fave cotte accompagnate dalla panetta. Alla festa si associano figurazioni carnevalesche. Singolare è la presenza dei mmascar brutt. Sono fantocci fatti di stracci ripieni di paglia, la testa è una maschera con le corna, il viso è tinto di nero e portano in bocca una cipolla. I mmascar brutt rappresentano i diavoli che tentarono Sant'Antonio nel deserto e le catene che stringono tra le mani sono il simbolo del peccato. |
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venerdì 22 luglio 2005 |
 Il 5 di gennaio, gli abitanti di Rivisondoli danno vita alla rievocazione sacra della Nascita di Gesù e dell'Epifania. Tutta la popolazione partecipa, nelle vesti degli storici personaggi, alla Sacra rievocazione: i pastori scendono dai monti vicini, i Re Magi arrivano a cavallo e Maria, assieme a Giuseppe, veglia il Bambino il cui ruolo - secondo la tradizione - spetta all'ultimo nato maschio durante l'anno. Il ruolo maggiormente ambito è quello della Madonna scelta in un concorso che si tiene il girono dell'Immacolata Concezione. Lo scenario naturale - quasi sempre innevato - le luci, le fiaccole e gli antichi suoni creano un'immagine suggestiva che ogni anno suscita grande commozione nel pubblico presente. |
Ultimo aggiornamento ( venerdì 22 luglio 2005 )
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Festa del bue a Loreto Aprutino |
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venerdì 22 luglio 2005 |
 A Loreto Aprutino si svolge da secoli il rituale della genuflessione del bue. Questa usanza, dal Settecento, è associata alla festa del patrono, San Zopito. Secondo una leggenda un bue, vedendo passare le reliquie del santo, smise di tirare l'aratro e, prodigiosamente, si inginocchiò. Da allora, una famiglia del paese ha l'onore di scegliere l'animale che deve essere bianco e deve essere addestrato in modo che possa eseguire il rituale previsto. Il lunedì dopo la Pentecoste il bue, parato a festa e montato da un bambino vestito da angioletto, viene portato di fronte al sagrato della chiesa di San Pietro, si genuflette a poi attraversa in processione tutto il paese, inginocchiandosi di fronte alle case signorili. In passato si traevano pronostici per il raccolto dalla forma e dalla quantità degli escrementi lasciati dalla bestia.
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 30 maggio 2008 )
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La processione di Sant'Andrea Pescatore |
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venerdì 22 luglio 2005 |
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Da un secolo e mezzo, l'ultima domenica di luglio, la flotta peschereccia di Pescara, decorata con bandiere colorate, si allontana dal porto per seguire, in un suggestiva processione sul mare, la barca che trasporta la statua di sant'Andrea, il protettore della città. Il corteo di barche giunge fino a Montesilvano, dove vengono ricordati i caduti in mare, per poi tornare ad approdare al molo di Pescara.
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Ultimo aggiornamento ( martedì 27 settembre 2005 )
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