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| Le 99 cannelle - L'Aquila |
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mercoledì 24 agosto 2005 |
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Fra i monumenti più originali e significativi che esaltano L' Aquila, un posto a sé merita la monumentale "Fontana delle 99 Cannelle", l' unica nel suo genere è assurta ad insegna araldica della città, di cui nel tenue gorgoglio delle sue gelide acque, sembrano riecheggiare leggende arcane. Situata nella zona chiamata Rivera, ricca di polle d' acqua, non è lontana dal pigro corso del fiume Aterno. La sua costruzione è sicuramente databile al 1272, come ci informa la lapide, di chiara fattura trecentesca, inserita nella parte centrale: in essa, sono leggibili il nome del governatore regio, il quale commissionò l' opera all' allora noto architetto Tancredi da Pentima, che una diceria priva di fondamento ripetuta per secoli vorrebbe sepolto sotto la pietra ben visibile al centro della piazza. Destinata sin dall' inizio a pubblico lavatoio, rimasto in esercizio fino ai primi decenni del '900, le sue acque, oltre che dalle solerti lavandaie aquilane, furono utilizzate anche dalla famosa corporazione dai Lanaioli. Importanti interventi di ampliamento subì la fontana tra il 1582 ed il 1585 allorché, molto probabilmente, si aggiunsero circa sessanta mascheroni a quelli originari, per suffragare un' antica leggenda secondo la quale alla fondazione della città di L' Aquila concorsero 99 castelli. Ciò è quanto si è potuto appurare a seguito di un recente e vasto restauro (1994), che ha interessato sia la parte idraulica che quella artistico - architettonica restituendo la fontana all' antico splendore. Ha chiara forma trapezoidale ed è cinta da un elegante muro, di data posteriore, in pietra di marmo a scacchi bianca e rosa, non dissimili da quelli della facciata di S. Maria di Collemaggio. Bello lo stemma della città, al centro, con un' aquila dallo scudo a testa di cavallo e nastri svolazzanti simmetricamente.
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Ultimo aggiornamento ( martedì 17 giugno 2008 ) |
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