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| Santa Gemma a Goriano Sicoli |
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giovedì 28 luglio 2005 |
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La leggenda racconta di una giovane pastorella nata a San Sebastiano di Bisegna. La fanciulla, restata orfana durante l'epidemia, fu accolta da una sua comare che viveva a Goriano nella casa che oggi ospita la confraternita a lei intitolata. La storia del suo arrivo nel piccolo paese della Valle Subequana è alla base del pellegrinaggio che gli abitanti di San Sebastiano compiono ogni anno. Una compagnia di devoti l'11 di maggio arriva a Goriano; innanzi a tutti cammina una fanciulla a piedi scalzi che regge un grosso cero votivo da cui pendono alcuni nastri su cui sono appuntate le offerte in denaro e in oggetti preziosi, destinati alla santa, verso la cappella nella quale procedono. La ragazza è vestita con l'abito tradizionale che fino a qualche anno fa era ancora in uso tra le contadine marsicane, un vestito semplice e quotidiano, caratterizzato da un'ampia gonna e uno scialle azzurro da capo. La seguono i genitori, i parenti, gli amici, il popolo tutto di san Sebastiano di Bisegna, un piccolo paese nel cuore della Marsica, da dove sono partiti alle prime luci del giorno. In fondo alla strada, vicino ad una edicola campestre, li attendono il sindaco di Goriano, insieme alle altre autorità che sono poi il maresciallo dei carabinieri, il parroco, il priore della confraternita di Santa Gemma e il procuratore della festa che guida la banda musicale, schierata ai bordi della strada. Dopo essersi inginocchiata devotamente dinnanzi alla cappella il gruppo, in cui la fanciulla ha sempre i primo posto, sale verso la parte alta del paese, dove, nel quartiere chiamato quarto di porta Bagliucci, in una antica casa, li attende la Comare, circondata da un gruppo di donne. La Comare è la moglie del procuratore della festa e ad essa è riservato il compito di accogliere entro le modeste mura la fanciulla che, salita la breve scala che porta alle stanze, si inginocchia sull'ultimo gradino e chiede il permesso di entrare. Anche qui l'accoglienza è commossa e festosa e mentre la ragazza viene trattata con tutti i riguardi, a tutti vengono distribuite le panelle di santa Gemma che la comare assieme alle donne ha preparato nei giorni passati. La casa della comare è adorna di pane e ciambella; sopra una porta è posta una grande ciambella decorata da nastri infiocchettati. Essa indica la notte dove la fanciulla dovrà passare la notte. Dopo la benedizione dei pani la giovani protagonista, accompagnata da gioiose fanciulle, esce di casa. Tutte recano tra le mani canestri ricolmi di pane benedetto che viene distribuito in ogni abitazione. Il giorno seguente, dopo la processione, la fanciulla saluta la comare e torna a San Sebastiano. |
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Ultimo aggiornamento ( martedì 27 settembre 2005 ) |
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