IL BALLO DELL'INSEGNA

luned́ 01 agosto 2005
In occasione della Madonna  della Misericordia, il 23 settembre di ogni anno a Forcella, frazione di Teramo, viene rappresentata la danza rituale maschile (oggi anche femminile) il cui protagonista é un drappo  quadrato (un metro e mezzo per lato) di seta leggera bipartita in bianco e giallo detto "insegna"  posto alla fine di una sottile asta. La danza, che rappresenta l'espressione delle antiche origini del popolo Piceno, si svolge nella piazza principale; tra la cerchia del pubblico che assiste, al centro si trova un alfiere o 'Presidente' che con  la mano sinistra dietro la schiena e il drappo nella destra arriva preceduto da suonatori di grancassa e tamburo e da due armigieri armati di lancia a spada (questi devono regolare lo svolgimento delle esibizioni).  L'alfiere si inginocchia,  bacia un lembo dell'insegna e si rialza per ballare il salterello impugnando l'insegna (i suoi lembi coprono l'alfiere come un mantello);  nel frattempo dal gruppo degli uomini avanzano i 'Pretendenti'  a prendere possesso dell'insegna e sostituire l'alfiere. Segue una serie di avvicendamenti tra i diversi pretendenti nella danza (durante la quale il drappo non deve toccare il suolo)  fino a quando l'alfiere non riprende possesso dell'insegna, la bacia e si riavvia verso la propria abitazione. Secondo la tradizione, con questo ballo, che richiede prestanza fisica, agilità e senso ritmico,  si vuole ricordare l'antica e ricca  colonia romana di Falerio Picenus, salvata dall'assedio grazie ad un giovane villico che, soddisfatto delle proprie gesta, , si sarebbe messo a danzare  agitando una bandiera con la mano. Secondo altre versioni il ballo era una  delle danze rituali propiziatorie in onore alla dea Fortuna e rientrando nel genere delle 'bandierate' viene sentito come dimostrazione di virilità e prestigio maschile.

Ultimo aggiornamento ( marted́ 27 settembre 2005 )