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Marina di San Vito e di Rocca San Giovanni
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| giovedì 29 maggio 2008 | |
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Nell'Altomedioevo il porto di Gualdum godeva di notevole prestigio: Carlo Magno cedette il feudo con il porto al monastero di Casauria come dono. Nel XI secolo il lido conobbe un periodo di decadenza (comune a tutta la costa adriatica in quel tempo) e fu abbandonato, lasciandolo riempire di pietre e detriti portati dal fiume. La vita invece continuava sul borgo costruito sulla collina sovrastante il porto dove già in epoca paleocristiana venne edificata una chiesa in onore di San Vito Martire: nel medioevo venne costruito un castello, di cui però non si hanno notizie precedenti l'anno Mille. Il castello, di cui al giorno d'oggi si possono ancora osservare alcuni resti delle mura di cinta nel centro storico del paese, cambiò successivamente il suo nome in quello del martire che dava già il nome al borgo che si estendeva intorno ad esso. Nel 1385 un documento pervenutoci attesta la proprietà del castello e del porto di Gualdum all'abbazia di San Giovanni in Venere. Successivamente, dopo che gli abitanti del feudo di Sanctum Vitum si erano schierati a favore del Papa Urbano VI, il castello venne sacchegiato dai seguaci dell'Antipapa Clemente VII, guidati da Ugone degli Orsini. L'Abate di San Giovanni in Venere invocò allora l'aiuto della limitrofa cittadina di Anxano (oggi Lanciano), che riuscì a ribaltare la situazione ed ottenne così in enfiteusi perpetua il feudo di San Vito pagando un canone annuale di 60 carlini d'argento all'abbazia di San Giovanni in Venere. Lanciano vide nel porto di San Vito un ottimo mezzo per aumentare il commercio in entrata ed uscita per le sue fiere, già famose in tutta Italia, ed inziò così la ristrutturazione del porto. Questa situazione scatenò la preoccupazione di Ortona, che vedeva così minacciata la sua egemonia sul mare che deteneva nella zona: così gli ortonesi ricorsero a Ladislao I, allora re del Regno di Napoli, che revocò a Lanciano l'autorizzazione per ricostruire il porto sanvitese. Da questo avvenimento scaturì un lungo pediodo di guerre tra Lanciano e Ortona per il possesso del feudo di San Vito, che veniva ora posseduto da l'uno, ora da l'altro. Ci fu solo una pace provisoria grazie a san Giovanni da Capestrano, che nel 1427 mise d'accordo le due città stabilendo il condominio del feudo, ma la pace fu breve.
Rocca San Giovanni è un comune di 2.329 abitanti della provincia di Chieti. Fa parte del Club dei Borghi più belli d'Italia. Frazioni Fonte Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Rocca_San_Giovanni |
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| Ultimo aggiornamento ( lunedì 26 gennaio 2009 ) |
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