Malattie cardiovascolari come curarle?

3D illustration of Heart - Part of Human Organic.

Le malattie cardiovascolari (malattie ischemiche del cuore, come l’infarto acuto del miocardio e l’angina pectoris, e le malattie cerebrovascolari, come l’ictus ischemico ed emorragico) sono tra le principali cause di morbosità, invalidità e mortalità in Italia. Sono in gran parte prevenibili, in quanto riconoscono, accanto a fattori di rischio non modificabili (età, sesso e familiarità), anche fattori modificabili, legati a comportamenti e stili di vita (fumo, abuso di alcol, scorretta alimentazione, sedentarietà) spesso a loro volta causa di diabete, obesità,  ipercolesterolemia, ipertensione arteriosa.
Ancora oggi è opinione diffusa che le malattie cardiovascolari riguardino soprattutto gli uomini e la grande maggioranza delle donne ha una percezione molto bassa dei pericoli causati da queste patologie.
Le malattie cardiovascolari si presentano nelle donne con un ritardo di almeno 10 anni rispetto agli uomini. Fino alla menopausa le donne sono aiutate dalla protezione ormonale; in seguito, le donne vengono colpite addirittura più degli uomini da eventi cardiovascolari, che spesso sono più gravi, anche se si manifestano con un quadro clinico meno evidente: molte volte, infatti, il dolore manca, è localizzato in altra sede o è confuso con quello derivato da altre patologie. Per questo, generalmente, le donne si recano in ospedale più tardi rispetto agli uomini.Secondo i dati ISTAT 2012 le malattie cardiovascolari rappresentano ancora la principale causa di morte nel nostro Paese, sia negli uomini che nelle donne. Al primo posto le malattie ischemiche del cuore (75.098 casi), seguono le malattie cerebrovascolari.

Mantenere il volume muscolare potrebbe avere un impatto positivo sulla salute cardiovascolare. Lo suggerisce uno studio osservazionale pubblicato sul Journal of Epidemiology & Community Health. Con l’avanzare dell’età, la massa muscolare diminuisce progressivamente. È stato calcolato che a partire dai 30 anni, la massa della muscolatura scheletrica si riduce di circa il 3% ogni decennio. Inoltre, studi recenti hanno suggerito una correlazione tra le alterazioni della massa muscolare e le patologie cardiovascolari.
Un gruppo di ricercatori greci ha dunque deciso di scoprire se la massa della muscolatura in soggetti sani, avesse un impatto sull’insorgenza di patologie cardiovascolari. Per far questo, i ricercatori hanno valutato la salute e la massa muscolare di 1.019 soggetti (534 uomini e 485 donne) per 10 anni, dal 2001 al 2012. All’inizio dello studio tutti i partecipanti avevano 45 anni o più, nessuno di loro soffriva di patologie cardiovascolari