Pamela Mastropietro:torturata prima dell’uccisione

È quanto sottolinea la Corte di Assise di Macerata in un passaggio delle motivazioni della sentenza di condanna all’ergastolo, con 18 mesi di isolamento diurno, nei confronti di Oseghale. “I risultati delle indagini chimico-tossicologiche indicano, quindi, che la Mastropietro al momento della morte, si trovava ancora sotto l’effetto, in via di risoluzione, di sostanze stupefacenti (eroina) il cui processo di trasformazione metabolica era avviato”. Secondo la Corte quindi la morte di Pamela è avvenuta per le due coltellate inferte quando era ancora viva. Due coltellate che sono, secondo quanto spiega la Corte di Assise nelle motivazioni della sentenza di condanna, “del tutte avulse e incoerenti rispetto a un’attività di mero depezzamento”.Pamela Mastropietro era una ragazza inquieta, con un disturbo di personalità borderline che la rende schiava della droga. “Smetterò di fumare quando la realtà sarà più bella dei miei viaggi”, scriveva sul suo profilo Facebook.Il 31 gennaio, 48 ore dopo, un passante segna la presenza di due valigie abbandonate in un piccolo fossato non lontano dal cancello di una villetta in Via dell’Industria, tra Casette Verdini e Pollenza, a pochi chilometri da Macerata. Dentro ci sono c’è il corpo di una giovane donna tagliato a pezzi. Le valigie vengono sequestrate dalla polizia e mentre il DNA viene comparato con di Pamela per l’identificazione, i genitori Alessandra e Stefano.Da quel momento, numerosi sono stati i processi fino alla sentenza definitiva che vede coinvolto lo straniero Oseghale.