Guarire i mali fisici e psicologici con l’arte!

Viene dal Canada la nuova proposta per il trattamento di pazienti con malattie fisiche o mentali. I pazienti potranno essere inviati dal loro medico al museo per visitare le collezioni e le mostre gratuitamente: l’obiettivo? Curare i loro mali.Una pratica che ci ricorda la terapia artistica, già ben riconosciuta sin dalla sua nascita nel XX secolo: una forma di psicoterapia basata sulla creazione artistica. Indipendentemente dal risultato estetico del lavoro del paziente (che si tratti di disegno, pittura, collage o scultura), la stimolazione attraverso l’arte gli consente di esplorare la sua vita interiore e di esprimerla, favorendo una maggiore consapevolezza, un’apertura verso un mondo e una nuova visione di quest’ultimo.Non solo le Gallerie d’Italia, comunque. I pazienti psichiatrici che vestono i panni di “tutor artistici” sono a disposizione di tutta la città di Milano. Come testimonia l’iniziativa «Tessiture inclusive» che ruota attorno alla visite guidate nei quartieri della metropoli tenute da loro. Negli scorsi fine settimana i “ciceroni” che arrivano dai dipartimenti di salute mentale hanno fatto scoprire angoli dimenticati di Gorla e via Padova oppure di Porta Genova e dei Navigli. Il progetto è voluto dal Comune di Milano nell’ambito del programma “Piano periferie” e vede in prima linea l’associazione Art Up che riunisce le guide con disagi psichici. «La cultura è integrazione e dialogo fra le diversità», spiega Barbara Garatti, tesoriera dell’associazione.Guarire dalla malattia mentale o comunque riprendersi la propria vita, giorno dopo giorno, senza trionfalismo, con i sintomi che a volte tornano, osando essere perfino orgogliosi della propria esperienza di disagio, fa tutto parte della nozione di recovery che rompe un tabù.