Conferma efficace la terapia Car-T!

Le parole sono ostiche, ma per chi è abituato a passare da un ospedale all’altro per alleviare le sofferenze di questa malattia, saranno parole chiare di speranza. Per spiegarlo agli altri, basta dire che La Car-T è una terapia cellulare che manipola geneticamente le cellule del sistema immunitario per renderle in grado di individuare e contrastare efficacemente le cellule tumorali. L’approvazione europea era arrivata il 28 agosto 2018, e c’è voluto più di un anno per avere il via libera dall’Agenzia italiana. Secondo le stime riportate dal Sole 24 ore, ogni anno sono circa 600 all’anno i malati di linfoma con poche possibilità di sopravvivere che potrebbero affrontare la terapia Car-T, e di questi la metà con possibilità di cura.Si tratta di una strategia immunoterapica di ultimissima generazione – ha dichiarato Paolo Corradini, direttore della divisione di Ematologia, Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori e presidente della Società italiana di ematologia (Sie) – un farmaco vivente rappresentato dalle cellule stesse del paziente geneticamente modificate in laboratorio in modo da renderle capaci di riconoscere ed eliminare le cellule tumorali. Ciò che è davvero rivoluzionario nel caso delle CAR-T è che contrariamente a tanti nuovi farmaci, sono terapie che hanno l’intento di guarire. Esistono pazienti che non avevano alternative terapeutiche e che sono in remissione completa dopo 5 anni”.Secondo una review pubblicata di recente su Nature Medicine dal titolo “Clinical lessons learned from the first leg of the CAR-T cell journey”, nonostante i risultati delle terapie con i linfociti T ingegnerizzati non siano stati così robusti in precedenza nei tumori solidiiniziano a emergere i primi segni di efficacia clinica negli studi clinici sull’uomo, suggerendo un probabile successo imminente anche per questa indicazione. Anche Curioni-Fontecedro conferma che la ricerca per queste neoplasie (sempre sul versante CAR-T) non si è fermata, nonostante le difficoltà da superare, e la prova arriva dai primi dati presentati all’ESMO. “