I frutti di melograno si prestano alla maggior parte dei regimi alimentari!

l melograno è un piccolo albero cespuglioso, conosciuto in botanica come Punica Granatum: la nomenclatura ufficiale, deriva dal nome malum punicum, ossia mela punica, con cui era conosciuto il frutto nell’area magnogreca dove era largamente diffuso, importato verosimilmente in Calabria dai Fenici, provenienti dall’Africa settentrionale.

Il nome melagrana, con cui si indica il frutto della piata del melograno, deriva dal latino malum granatum ossia mela con i semi.

L’albero, adatto ai climi temperati o caldi, è difficile da coltivare con un solo fusto, perché emette continuamente germogli, dalla base e lungo il tronco; per questo è necessario sfoltire molto di frequente la pianta onde consentire uno sviluppo regolare, evitando che si formi un cespuglio impenetrabile, con rami fitti forniti di apici spinosi.

fiori sono bellissimi, con un grande calice color arancio e petali rossi, tanto che per i Greci simboleggiavano l’amore.

Il frutto, denominato balausta, è grosso e coriaceo, e le membrane al suo interno dividono i semi, compatti tra loro, rivestiti dall’arillo che è una polpa quasi liquida color rosso granata. Questa singolare bacca si è sviluppata insieme al calice floreale, come testimoniato dalla presenza della caratteristica corona a quattro-cinque punte che presenta in posizione opposta al picciolo, ed è stata oggetto della curiosità di artisti e pittori che sin dalla notte dei tempi l’hanno riprodotta o citata nelle loro opere, spinti dalla forma particolare e dalla bellezza dei suoi colori.

I frutti del melograno rientrano sia nel VI che nel VII gruppo fondamentale di alimenti – cibi ricchi di vitamina e provitamina A, e ricchi di vitamina C – con maggior pertinenza del secondo rispetto al primo.

Gli arilli di melagrane apportano una quantità medio bassa di energia, ovvero 52-60 kcal per 100 grammi di prodotto. Sono ricchi d’acqua (80 % del peso) mentre la restante parte (20 %) è ripartita tra zuccheri (13 %), fibre (3-4 %), proteine (1 %) e lipidi (0,5-1 %). I glucidi sono tendenzialmente semplici / solubili, costituiti da fruttosio; le proteine hanno basso valore biologico e i lipidi dovrebbero caratterizzarsi per una prevalenza degli acidi grassi insaturi sui saturi.

Il frutto di melograno non apporta colesterolo; al suo posto, si possono identificare diversi fitoelementi di natura steroidea – detti fitosteroli. Non compaiono lattosioglutine ed istamina. Sono molto contenuti sia le purine, sia l’amminoacido fenilalanina.

Il melograno è fonte di minerali, tra cui soprattutto il potassio (250 mg / 100 g di parte edibile) e fosforo (22 mg / 100 g), ma si osservano anche buone quantità di sodiomagnesio e ferro – tuttavia poco biodisponibile – mentre lo zinco, il manganese ed il rame sono presenti in tracce. Il melograno è abbastanza ricco di vitamina C o acido ascorbico (20 mg / 100 g di prodotto) e contiene un discreto livello di provitamina A (retinolo equivalenti – RAE).

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