Salute in rosa:ospedali al fianco delle donne

Parliamo di Bollini Rosa. Quest’anno si taglia un traguardo importante.
Quest’anno si festeggiano i 10 anni di attenzione degli ospedali italiani alla salute di genere. Il progetto è partito con un nucleo di 44 strutture originarie per giungere ai 306 ospedali che contiamo oggi e che
sono stati premiati il 5 dicembre scorso dal Ministero della Salute. L’iniziativa ha acquisito in questi anni un importante valore all’interno del sistema-salute del nostro Paese e questo anzitutto perché sostenuta da tutte le principali società scientifiche che si occupano di salute.Una particolare attenzione è rivolta quest’anno al tema della depressione che riguarda 3 milioni di persone in Italia, di cui più di 2 milioni sono donne. Per questo sono state assegnate delle “menzioni speciali” a 10 ospedali con i Bollini Rosa che si distinguono per l’impegno sul tema della “depressione in un’ottica di genere”. Tra gli ospedali virtuosi segnalati da Fondazione Onda ci sono anche tre ospedali del Sud Italia (il C.R.O.B. di Rionero in Vulture, il Neuromed di Pozzilli e il Rodolico di Catania) che hanno ottenuto il massimo riconoscimento nella candidatura come esempi di buone pratiche clinico-assistenziali e importanti punti di riferimento sul territorio regionale nello specifico per le patologie neurologiche e oncologiche.La  valutazione delle strutture ospedaliere e l’assegnazione dei Bollini Rosa è avvenuta tramite un questionario di candidatura composto da quasi 500 domande suddivise in 18 aree specialistiche, due in più rispetto alla precedente edizione per l’introduzione di dermatologia e urologia. Un’apposita commissione multidisciplinare ha validato i Bollini conseguiti dagli ospedali nella candidatura considerando gli elementi qualitativi di particolare rilevanza e il risultato ottenuto nelle diverse aree specialistiche presentate. Tre i criteri di valutazione con cui sono stati valutati gli ospedali candidati: la presenza di specialità cliniche che trattano problematiche di salute specificatamente femminili e patologie trasversali ai due generi che necessitano di percorsi differenziati, di percorsi diagnostico-terapeutici e di servizi clinico-assistenziali in grado di assicurare un  approccio efficace ed efficiente in relazione alle esigenze e alle caratteristiche psico-fisiche della paziente e di ulteriori servizi volti a garantire un’adeguata accoglienza e degenza della donna tra cui il supporto di volontari, la mediazione culturale e l’assistenza sociale.