Cosa succede a chi mangia tanta frutta? Ecco la verità

Mangiare un adeguato quantitativo di frutta e di verdura è molto salutare, anzi, è addirittura indispensabile per mantenere in ottimo stato il nostro organismo, comprese le sue funzioni vitali, che vengono supportate proprio dal consumo di questi alimenti.

Comunque, nonostante siano indubbi i valori nutrizionali della frutta, molti si domandano se mangiarne tanta faccia davvero bene, o se comporti alcuni effetti indesiderati e gravi. Ebbene, per dare una risposta chiara occorre definire cosa, o meglio quanto, si intende con “tanta”. Se si intende 5 o 6 porzioni al giorno di frutta, allora, è corretto, anche se un po’ semplicistico, affermare che faccia bene. Al contrario, se assunta in quantità maggiori, la frutta può causare danni al nostro corpo. 

La frutta zuccherina e i suoi effetti a lungo termine

La frutta si può distinguere in due classi: la frutta zuccherina e quella oleosa. I frutti appartenenti alla prima classe sono ricchi di zuccheri semplici e molto poveri di grassi buoni, in particolar modo si tratta di mango, datteri, uva, mele, pere, pesche, prugne, albicocche e banane.

Nel gruppo della frutta oleosa, invece, si trovano frutti ricchi di grassi buoni, portatori di minerali e poveri di zuccheri semplici, come mandorle, anacardi, pinoli, noccioline e noci. Alle due classi si accompagnano anche dei diversi effetti sull’organismo. 

Infatti, la frutta oleosa è nota per il suo essere innocua, mentre la frutta zuccherina è conosciuta per la sua fama di essere un contenitore colmo di zucchero. Infatti, questo tipo di frutta contiene il 50% di glucosio e il 50% di fruttosio. Come molti sanno, il glucosio riduce l’attività di molti enzimi corporei e causa alcuni effetti a lungo termine del diabete, come la cecità e le patologie renali. Questo dovrebbe già di per sé imporre una limitazione nel consumo di frutta zuccherina. 

Gli effetti del fruttosio sull’organismo

Gli effetti del glucosio sono ormai molto conosciuti, al contrario di quelli del fruttosio. Questo, infatti, ha un metabolismo diverso da quello del glucosio e viene spesso sottovalutato. Tuttavia, diversi studi accurati hanno dimostrato che l’acido urico, uno dei prodotti del fruttosio, se presente in grandi quantità nel corpo è uno degli indici che più correlano con la gotta

Comunque, una cosa molto importante di cui tener conto è che l’acido urico, oltre a correlare con la gotta, viene classificato sia come prodotto antiossidante che pro-ossidante. Ciò significa che quest’acido modifica la sua azione sull’organismo in base alla quantità in cui è presente. 

Da qui si comprende quanto sia importante mangiare frutta nella giusta quantità. A quanto ammonta, dunque, questa giusta quantità?

Stando alla regola della cinque porzioni al giorno, si calcola che l’apporto di frutta raggiunga i 400 grammi. Comunque, alcuni studi hanno dimostrato che se il consumo di frutta arrivasse a 600 grammi al giorno, si eviterebbero ben 135.000 decessi, un terzo delle malattie coronariche e l’undici per cento degli ictus; quindi ci sono valide ragioni per superare i 400 grammi giornalieri e arrivare a quota 600, senza temere effetti collaterali. 

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