L’Alzheimer cambia in base alla lingua?

I campanelli d’allarme che avvisano di una degenerazione del sistema nervoso (come ad esempio la malattia di Alzheimer) possono variare in base al proprio linguaggio.
Tutto ciò è stato studiato dall’esperta Maria Luisa Gorno Tempini (università della California) insieme a dei ricercatori dell’ospedale San Raffaele di Milano.
Lo studio è stato basato su trentotto persone malati di afasia progressiva primaria, diciotto che parlavano la lingua italiana e venti che parlavano la lingua inglese.

La malattia di Alzheimer oltre a causare la perdita della propria autonomia causa inoltre la perdita della memoria e ciò è dovuto anche alla difficoltà della pronuncia dei termini nella propria lingua. La lingua inglese ha parole con molte consonanti che si susseguono e quindi diventa più difficile pronunciarle mentre il cervello è sotto sforzo. Mentre, nella lingua italiana le parole singole sono molto più facili da pronunciare anche se la grammatica pesa maggiormente sulla difficoltà di espressione.

Questo studio quindi si basa sulle regole grammaticali e sulle caratteristiche lessicali della propria lingua. Anche i neonati stessi dimostrano che la lingua che si parla può avere un grande influsso sul modo di presentarsi agli altri e ciò può essere comparato anche con gli anziani che hanno un deficit neurologico.
A dimostrare tutto ciò è stata una ricerca fatta qualche anno fa dall’università di Wurzburg e pubblicata su Speech, language and hearing.
Questa ricerca infatti mostra come può variare il pianto di un neonato in base alla lingua che la mamma parla in gravidanza infatti, quando la lingua è tonale (ovvero quando le parole cambiano il proprio significato in base al tipo di intonazione) il bambino tende ad avere un pianto quasi musicale. Ad esempio ciò accade con la maggior parte dei bambini del nord Europa.