Nuovo direttore dell’unità operativa di Pronto soccorso di Ravenna

E’ stato nominato un nuovo direttore dell’unità operativa di pronto soccorso e medicina d’urgenza di Ravenna. Questa unità è al momento costituita dall’ospedale Santa Maria delle croci di Ravenna, dall’Ospedale San Giorgio di Cervia e dalla Medicina d’urgenza di Ravenna.
A prendere il posto del vecchio direttore Maria Pazzaglia è il dottor Morelli che nella sua presentazione ha affermato di porre il massimo impegno e la massima collaborazione con gli altri ospedali al fine di ottenere degli ottimi risultati.
Stefano Bussetti, direttore sanitario dell’AUS Romagna, introducendo il nuovo primario ha evidenziato come l’emergenza – urgenza in Romagna e i reparti di pronto soccorso e 118 siano complessi. Egli afferma infatti che sta lavorando per andare sempre più incontro alle linee guida che presenta l’Emilia-Romagna per far sì che il trattamento del paziente non superi le sei ore complessive, almeno nel novanta per cento dei casi.

Ad oggi le statistiche ci mostrano che ciò in Emilia-Romagna avviene già nell’ottantasei per cento dei casi e con un trend positivo nel lungo termine. Ma il direttore sanitario dell’AUS Romagna ci tiene a specificare che queste statistiche, se pur buone, dovranno comunque migliorare.
Per migliorare ancora di più i dottori dovranno essere ancora più attenti nel capire la percentuale precisa per quanto riguarda gli eccessi impropri delle strutture di emergenza.

Allo stesso tempo, dichiara il direttore Stefano Bussetti, cercheremo di migliorare la permanenza dei pazienti e l’accoglienza del pronto soccorso.
Ma chi è il nuovo direttore dell’unità operativa?
Il dottor Morelli si è laureato in medicina nel 1984 presso l’università di Bologna dove ha conseguito la specializzazione in Tisiologia e Malattie dell’Apparato respiratorio.
Ha avuto anche moltissime qualifiche professionali tra le quali troviamo l’Hospital disaster manager, certificazione per medico iperbarico e molte specializzazioni in medicina d’urgenza pediatrica.
Inoltre ha lavorato per alcuni mesi anche in molti ospedali del Regno Unito.