Attenzione al tonno in scatola: ecco cosa potresti trovarci!

Includere il pesce nella dieta è una scelta che può rivelarsi vantaggiosa per la salute. I motivi sono diversi e riguardano l’apporto di proteine, così come quello di grassi sani. Tra i pesci più apprezzati c’è senza dubbio il tonno. Quando lo si nomina, ci si sente spesso consigliare di fare attenzione al tonno in scatola. Nelle prossime righe, scopriamo assieme come mai.

Tonno in scatola: gli effetti sulla salute

Quando si parla dei motivi per cui è il caso di fare attenzione al tonno in scatola, è doveroso fare un cenno alla presenza di quantità non indifferenti di sodio. Per dare qualche numero, facciamo presente che, in una singola scatola di tonno, è possibile trovare fino a 600 mg di sodio. Il rischio, per chi è predisposto, è quello di avere a che fare con un aumento notevole del rischio di ipertensione, con ovvi pericoli per la salute del cuore.

I motivi per cui il tonno in scatola può rivelarsi poco vantaggioso per la salute comprendono anche la possibile presenza di metalli pesanti. Tra questi, spicca il mercurio. Come evidenziato dagli esperti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, anche ingerire quantità esigue di mercurio può provocare danni alla salute. Tra i principali, rientrano le problematiche a carico del sistema digestivo, dei reni e del sistema immunitario.

Nei casi più gravi, si può avere a che fare con problemi cardiovascolari o con danni al cervello. Di certo c’è che, quando si parla del mercurio contenuto in pesci come il tonno, si ha a che fare con quantità non altissime. Il problema è che il metallo c’è sempre e che, se si consumano spesso alimenti che lo contengono, i danni si concretizzano.

Come scegliere il tonno

A questo punto, è naturale chiedersi come scegliere il tonno più salutare. La prima cosa da considerare è la provenienza. Di base, è opportuno prediligere, previo controllo dell’etichetta, i pesci che provengono dal Mar Mediterraneo. In questo modo, si ha la garanzia di portare in tavola pesci legati a una filiera breve.

Fondamentale è portare in tavola un tonno caratterizzato dall’assenza di conservanti e coloranti. Inoltre, è bene evitare prodotti caratterizzati da presenza di additivi in grado di esaltare la sapidità. In questo novero, è possibile includere il glutammato monosodico che, come dice il nome stesso, contribuisce ad aumentare l’apporto di sodio. Per quanto riguarda l’olio, è il caso di orientarsi verso il tonno caratterizzato dalla presenza di olio EVO.