Le padelle antiaderenti fanno male alla salute? Ecco la verita

Alla scoperta dei veri effetti di un accessorio molto utilizzato in cucina.

Fino a qualche anno fa, quando si parlava di padelle antiaderenti si associava il loro utilizzo al maggior rischio di avere a che fare con l’insorgenza di tumori. Se ti stai chiedendo cosa ci sia di vero in tutto ciò, nelle prossime righe di questo articolo puoi trovare alcune preziose informazioni in merito.

Le padelle antiaderenti fanno male alla salute?

Se fino a qualche anno fa si poteva inquadrare come vero il problema sopra citato, oggi non è più così. Attenzione, però: se si ha intenzione di cucinare in maniera sicura, è opportuno utilizzarle in maniera adeguata.

Tornando un attimo alla questione dei tumori, cerchiamo di capire assieme come mai si è diffusa questa diceria. Per capire bene la situazione, è opportuno fare presente che queste padelle sono realizzate con materiali capaci di resistere alle alte temperature.

Tra questi, compare il cosiddetto teflon, utilizzato in particolare per il rivestimento e noto per la sua capacità di favorire la cottura dei cibi senza incorrere nel rischio di bruciarli. Per essere precisi, è bene ricordare che il termine ‘teflon’ è il nome commerciale di un polimero sintetico noto anche con l’abbreviazione TPFE.

Nel corso degli anni, gli esperti si sono focalizzati sul suo legame con l’insorgenza di tumori. Cosa hanno scoperto? Che il teflon può essere classificato come profilo 2B. Alla luce di ciò, è possibile inserire il teflon nell’ambito delle sostanze potenzialmente cancerogene per l’uomo. I danni riguarderebbero in particolare il fegato e la tiroide.

A questo punto, è naturale chiedersi in che modo sia meglio utilizzare le padelle. La prima cosa da dire al proposito è che è bene assicurarsi che la temperatura di cottura non sia troppo elevata.

Un altro consiglio molto importante prevede il fatto di non riscaldare mai la padella se non c’è del cibo dentro. Proseguendo con le dritte per utilizzare nel migliore dei modi le pentole antiaderenti, ricordiamo che, nel momento in cui si presentano delle righe, è opportuno sostituirle così da minimizzare il rischio di contatto tra il cibo e il metallo sottostante al rivestimento.

Concludiamo ricordando che esistono diverse alternative al teflon. Tra queste è possibile citare l’acciaio inossidabile, materiale oggettivamente inerte. Nei casi in cui si è allergici al nickel, si può invece ricorrere alle pentole in vetro pirex. Un’ulteriore alternativa riguarda le pentole in ghisa smaltata, che hanno il vantaggio di non essere rivestite da vernici tossichr.