Nelle nostre case si nasconde un pericolo inaspettato per la salute

Negli ultimi mesi, è cambiato tantissimo il modo in cui viviamo gli spazi domestici. L’emergenza sanitaria, infatti, ci ha costretti a passare molto più tempo a casa. C’è chi, addiririttura, ha sperimentato la cosiddetta sindrome della capanna, un disturbo che si contraddistingue per una forte difficoltà nel lasciare gli spazi domestici dopo averci passato un lasso di tempo ampio.

Attenzione, però: le nostre abitazioni nascondono un pericolo inaspettato che può procurare forti danni alla salute. Quale di preciso? Scopriamolo assieme nelle prossime righe di questo articolo.

Il pericolo nascosto tra le mura di casa

Dati alla mano, in questo periodo passiamo dal 60 al 70% delle nostre giornate in casa. Quando si parla dei nostri ambienti domestici, come già detto è opportuno ricordare la presenza di un pericolo che non deve assolutamente trascurato.

Di cosa si tratta? Di un gas, per la precisione del radon. Inodore e incolore, può essere presente all’interno di un determinato spazio domestico per anni anche senza che chi vive ogni giorno la casa si accorga di nulla.

Gas di classe 1 e per questo pericoloso per la salute umana, può provocare in particolare problematiche a livello dei polmoni (questo vale soprattutto se si inspira per lunghi periodi di tempo). Qual è la situazione del nostro Paese? Secondo i dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità, tra le Regioni più a rischio troviamo il Lazio e la Lombardia. A seguire troviamo  il Friuli Venezia Giulia, il Piemonte, il Veneto, il Trentino Alto Adige e la Campania.

Proveniente dal sottosuolo, il radon può, partendo dalle fondamenta, arriviare fino agli interni domestici. Come difendersi? Il principale consiglio che si dà alle persone che vivono questa situazione riguarda il fatto di arieggiare spesso gli ambienti interni (il che è fondamentale anche per via della prevenzione del contagio da SARS-CoV-2).

Queste raccomandazioni riguardano in particolare gli ambienti a contatto con il sottosuolo, come per esempio le cantine e le taverne. Se dopo aver contattato un esperto si viene a sapere della presenza di radon nel sottosuolo sul quale sorge la propria casa, bisogna procedere con una bonifica.

Attenzione: l’eliminazione totale non è possibile. Quello che si può fare è riportare i livelli ai limiti previsti dalla legge, pari a 300 Bq/m3. In generale la prevenzione è cruciale: in virtù della volatilità del radon, infatti, l’aerazione rimane un punto di riferimento fondamentale per ridurre fortemente la sua presenza nell’ambito di un determinato ambiente interno.