Vangelo di domani, venerdì 4 Dicembre: commento e letture

Vangelo di domani, venerdì 4 Dicembre: commento e letture
Vangelo di domani, venerdì 4 Dicembre: commento e letture

LETTURA DEL GIORNO

Dal libro del profeta Isaìa
Is 29,17-24

Così dice il Signore Dio:
«Certo, ancora un po’
e il Libano si cambierà in un frutteto
e il frutteto sarà considerato una selva.
Udranno in quel giorno i sordi le parole del libro;
liberati dall’oscurità e dalle tenebre,
gli occhi dei ciechi vedranno.
Gli umili si rallegreranno di nuovo nel Signore,
i più poveri gioiranno nel Santo d’Israele.
Perché il tiranno non sarà più, sparirà l’arrogante,
saranno eliminati quanti tramano iniquità,
quanti con la parola rendono colpevoli gli altri,
quanti alla porta tendono tranelli al giudice
e rovinano il giusto per un nulla.

Pertanto, dice alla casa di Giacobbe il Signore,
che riscattò Abramo:
“D’ora in poi Giacobbe non dovrà più arrossire,
il suo viso non impallidirà più,
poiché vedendo i suoi figli l’opera delle mie mani tra loro,
santificheranno il mio nome,
santificheranno il Santo di Giacobbe
e temeranno il Dio d’Israele.
Gli spiriti traviati apprenderanno la sapienza,
quelli che mormorano impareranno la lezione”».

VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 9,27-31

In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguirono gridando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!».
Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: «Credete che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!».
Allora toccò loro gli occhi e disse: «Avvenga per voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi.
Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!». Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione.

Commento

«Credete che io possa fare questo?»: oggi troviamo un Gesù incredulo, meravigliato. Lui che è il Figlio di Dio sembra stupirsi della fede di chi lo ferma per la strada gridando di avere pietà. Non possiamo sapere certo quali fossero i suoi pensieri o cosa egli possa aver provato, ma possiamo interpretare le sue parole. «Credete che io possa fare questo? […] Avvenga per voi secondo la vostra fede».
Dopo lo stupore dovuto al profondo senso di affidamento di quegli uomini, Gesù si rivolge a loro con sincera docilità. Si fa tramite della grazia. Di fronte a questo testo viene da pensare che Cristo non si ponga nei confronti delle persone come risolutore delle loro disgrazie, come uomo straordinario arrivato a risolvere ciò che è malato o sbagliato. O, almeno, non solo. Cristo si fa portavoce di un Bene più grande, che opera in virtù della misericordia e della fede. L’atteggiamento di Cristo è quello di un umile servitore. Non è forse questo il senso stesso della sua morte? Mostrarci che c’è un amore in grado di sottrarci dalla morte. Egli può liberarci dal laccio della morte proprio perché non si pone come individuo in grado di salvarci grazie alle sue sole forze, ma perché tramite Lui agisce la misericordia del Padre. Riconosce per se stesso che senza il Padre non sarebbe nulla. Allo stesso modo, di fronte a quegli uomini che domandano pietà, è plausibile che pensi che solo la fede possa salvarli.