Vangelo di domani, 7 Dicembre: Commento e Letture

Vangelo di domani, 7 Dicembre: Commento e Letture
Vangelo di domani, 7 Dicembre: Commento e Letture

Vangelo di domani, 7 Dicembre: Commento e Letture

LETTURE

Lunedì 7 dicembre 2020
Is 35, 1–10; Sal 84
Vangelo secondo Luca (5, 17–26)

VANGELO

Un giorno Gesù stava insegnando. Sedevano là anche dei farisei e maestri della Legge, venuti da ogni villaggio della Galilea e della Giudea, e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni.
Ed ecco, alcuni uomini, portando su un letto un uomo che era paralizzato, cercavano di farlo entrare e di metterlo davanti a lui. Non trovando da quale parte farlo entrare a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole, lo calarono con il lettuccio davanti a Gesù nel mezzo della stanza.
Vedendo la loro fede, disse: «Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati». Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere, dicendo: «Chi è costui che dice bestemmie? Chi può perdonare i peccati, se non Dio soltanto?».
Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: «Perché pensate così nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire “Ti sono perdonati i tuoi peccati”, oppure dire “Àlzati e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi il tuo lettuccio e torna a casa tua». Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e andò a casa sua, glorificando Dio.
Tutti furono colti da stupore e davano gloria a Dio; pieni di timore dicevano: «Oggi abbiamo visto cose prodigiose».

COMMENTO

In questo passo Gesù sembra chiedere ai farisei: “Perché mi mettete alla prova?”. Fin qui abbiamo trovato un Cristo che compie quasi con sommessa discrezione le sue opere prodigiose, come volendo evitare le conseguenze dell’evidenza delle sue opere. Eppure, di fronte al giudizio dei farisei, si trova a dover compiere pubblicamente ciò che fino ad allora aveva evitato di mostrare. I farisei hanno esplicito bisogno delle opere miracolose di Cristo per poter credere alla verità delle sue parole. Evidenza che, come sappiamo, non basterà a salvarlo dalla loro condanna senza appelli. La delusione di Gesù sembra essere allora nel dover mostrare con tale forza ciò che gli altri potrebbero già credere ascoltando le sue predicazioni o, ancora, semplicemente guardando alla sua vita ordinaria. Non ci sembra forse di vedere un uomo che voglia essere preso in considerazione per quel che propone e non per l’eccezionalità dei suoi gesti? In altra occasione dirà «Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto».