Cosa succede a chi mangia di notte? Ecco la verità

Secondo uno studio statunitense pubblicato sulla rivista scientifica “Sleep Health”, è stato dimostrato che è assolutamente da evitare mangiare di notte, anche solo per uno spuntino.

Infatti, mangiare di notte aumenta il rischio di contrarre il diabete e sviluppare malattie cardiovascolari. Inoltre, può diventare va vera e proprio dipendenza causata dallo stresso quella che ci porta spesso a consumare spuntini notturni.

Lo studio scientifico in questione è stato condotto, come abbiamo detto, negli Stati Uniti e ha analizzato le abitudini alimentari di circa 119 ragazzi di circa 12 anni all’interno di un campo estivo. I risultati hanno evidenziato che chi andava a letto tardi rischiava di abbuffarsi durante ore notturne con cibo spazzatura, bibite gassate e dolciumi di ogni tipo, rispetto a chi andava a dormire presto.

Cosa succede nel nostro organismo?

Quando si dorme poco succede che si viene a creare uno squilibrio tra due ormoni chiamati grelina leptina. Questi ormoni hanno il compito di regolare il senso dell’appetito e il senso di sazietà. Fare spuntini notturni risulta una cattiva abitudine perché nelle ore notturne l’organismo ha bisogno di riposare e mangiando invece si spendono energie che dovrebbero invece essere conservate per il giorno seguente. Inoltre, durante la notte l’ormone della crescita, chiamato in gergo medico “Gh”, favorisce la sintesi delle proteine e l’utilizzo dei grassi a scopo energetico, al posto del glucosio. Quindi se stimoliamo la produzione di insulina durante le ore notturne attraverso il consumo di zuccheri, questi si trasformeranno facilmente in grasso adiposo.

Quindi chi mangia di notte tende anche ad ingrassare. Spesso ad indurci a consumare spuntini notturni non è tanto il senso di fame, ma lo stress. Le tensioni accumulate durante la giornata alimentano una sorta di “fame nervosa” da non sottovalutare. E’ risaputo, infatti, quanto lo stress incida sugli ormoni, sulla qualità del sonno e sulle nostre abitudini alimentari.

Mangiare di notte si trasforma in una dipendenza psicologica quando il soggetto si sveglia durante la notte con il raptus di andare a mangiare qualcosa. Alcuni studi sostengono che alla base di questo disturbo ci sia uno squilibrio dei normali ritmi sonno-veglia.

Il parere degli esperti è quindi quello di evitare di assecondare la fame notturna e aspettare di mangiare al risveglio per una colazione sana e nutriente. Essa deve essere seguita da un pranzo completo e da una cena moderata per poi digiunare per almeno 12 ore durante la notte. Ciò favorirebbe l’efficienza del nostro metabolismo e il corretto utilizzo dei grassi di scorta.