Cosa succede a chi mangia uva con colesterolo e glicemia? Ecco la verità

Al palato è dolce, rinfrescante e gradevole. Si tratta dell’uva, un frutto amato fin dall’antichità, soprattutto dagli antichi greci e romani, ed era immancabile tra i frutti tipici della stagione di settembre. Non solo è un simbolo dell’autunno, con molte varietà bianche e nere, ma è anche un frutto pieno di carattere. In effetti, l’uva ha molti benefici, grazie ai suoi ingredienti ricchi di vitamine e antiossidanti. È il frutto della vite (vitis vinifera), pianta rampicante arborea appartenente alla famiglia Vitis, in cui le bacche sono veri frutti e un grappolo corrisponde ad un’infiorescenza o gruppo di frutti.

Ha un contenuto zuccherino tra i più alti di qualsiasi frutto, infatti è composto per il 96% da carboidrati, questo valore può comunque variare a seconda del grado di maturazione, tuttavia, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l’uva ha meno calorie, circa 61 grammi per 100 grammi di cibo fresco, quindi come tanti altri frutti, anche se con un alto indice glicemico.
Le restanti percentuali di macronutrienti sono state suddivise in proteine ​​(3%) e grassi (1%), rappresentati principalmente da aminoacidi essenziali. L’uva è ricca di acqua ed è anche ricca di fibre e vari minerali, principalmente potassio, calcio e fosforo, seguiti da ferro, zinco, rame e sodio. Inoltre, il nutrizionista sottolinea che l’uva è un vero concentrato vitaminico (vitamine A, B ed E dei gruppi, vitamina C) e ricca di flavonoidi e importanti antiossidanti.

Ma quali sono i benefici dell’uva?

Nonostante apporti molto zucchero e un alto indice glicemico, l’uva ha molte proprietà benefiche. Innanzitutto possiede elevate capacità depurative e disintossicanti grazie alla presenza di antiossidanti, noti anche per essere utili nel contrastare l’invecchiamento cellulare. L’effetto depurativo dell’uva è di gran lunga maggiore di quello degli altri frutti, ed è particolarmente efficace sul fegato, principale organo responsabile della lavorazione di scarti e tossine. L’effetto depurativo dell’uva sul fegato si manifesta anche a livello dei reni e dell’intestino, due organi coinvolti nel sistema depurativo del nostro corpo.

Gli antiossidanti presenti nell’uva, infatti, ne stimolano l’attività, favorendo l’escrezione delle tossine attraverso feci e urine. Per questi motivi, a volte può essere utile ricorrere alla terapia dell’uva, che prevede la graduale sostituzione del cibo con l’uva, fino a quando non si consuma più di un chilogrammo al giorno. Certo, questa terapia, che deve durare solo pochi giorni, non è sempre applicabile (assolutamente vietata in caso di iperglicemia o diabete!) va quindi valutata attentamente da professionisti.

Controindicazioni

La prima controindicazione dell’uva è ovviamente il suo indice glicemico, spesso bandito o estremamente limitato nei frutti diabetici, ma anche in tutti i casi di iperglicemia. Per lo stesso motivo i medici affermano che anche nelle persone senza problemi di zucchero nel sangue e comunque in caso di regime nutrizionale ipocalorico, non si dovrebbe mangiarne troppo.
Si consiglia, soprattutto se si vuole controllare lo zucchero, di limitarne il consumo a 2-3 volte a settimana e di alternarlo regolarmente con altra frutta. Con questa frequenza si possono infatti godere dei benefici dell’uva senza i rischi per la salute.

Tuttavia, ci sono altre controindicazioni di cui essere a conoscenza. Il primo è il suo effetto lassativo. Consumata in grandi quantità, l’uva favorisce la motilità intestinale e quindi può portare a vari disturbi come diarrea, gas, crampi e dolori addominali.