Bere acqua di cannella: cosa accade al nostro corpo?

Quasi ogni giorno, cerchiamo sempre di creare nuove ricette o cercare sempre nuovi infusi per depurare il nostro copro. In questo articolo parleremo di come l’acqua di cannella possa essere molto importante per il nostro organismo e elencheremo quali sono questi effetti benefici. La cannella è una delle spezie più importanti e benefici che possa esistere in questi ultimi tempi.

Molte ricerche mediche di questi ultimi anni dimostrano che la cannella può risolvere o alleviare molti nostri problemi intestinali, una di queste è la protezione delle nostre arterie per il colesterolo cattivo. Riesce a purificare in profondità il nostro organismo e renderci più energetici.

Oltre ad abbassare il colesterolo cattivo, favorisce il rialzo del livello buono del colesterolo, controlla la glicemia in aumento. Numerosi studi dimostrano che l’assunzione periodica di questo alimento potrebbe migliorare i nostri problemi cardiaci e cardiovascolari.

Grazie ad uno esperimento, si è costatato che l’assunzione periodica dell’acqua di cannella, riesce a controllare e antere bassa la glicemia, in tutti i soggetti affetti da questa patologia, dai più grandi a più piccoli. Ci sono molti modi per assumere l’acqua di cannella, una di queste è berla come una buona bevanda calda, una tisana o come un buon in fuso. La cannella come spezia, può essere utilizzato  anche come condimento di dolci, torte e rimettere varie in cucina.

In media si è costato che dopo l’assunzione di almeno 40 giorni, il nostro corpo riesce a metabolizzare la nostra acqua di cannella, contrastando i problemi di colesterolo cattivo, abbastando la glicemia alta e controllando il glucosio nel nostro sangue. Bere l0acqua di cannella almeno una volta al giorno, meglio ancora se assunto a stomaco vuoto nelle nostre mattinate.

Si raccomando di non esagerare con l’assunzione dell’acqua di cannella per non provocare irritazioni o disturbi intestinali non desiderati, in caso dovesse avvenire un disturbo rivolgersi subito al parere del proprio medico di fiducia.