Mangiare 200 grammi di pasta: un nuovo studio analizza tutte le conseguenze

La pasta è un prodotto a base di farina, tipico delle varie cucine regionali d’Italia, divisa in piccole forme regolari destinate alla cottura in acqua bollente e sale.
Le paste alimentari hanno alto contenuto in glucidi sotto forma di amido e una notevole contenuto in protidi. Le carenze nutritive riguardano il contenuto di grassi e di vitamine; risulta squilibrato invece l’apporto di minerali per la prevalenza del potassio.

Le kcal apportate da 100 g di pasta si aggirano intorno alle 350.
Mangiare la pasta ogni giorno fa male?
Mangiare pasta quotidianamente è spesso sconsigliato da alcuni nutrizionisti, ma bisogna dire che non è la pasta in sé e per sé a farci male ma la colpa è del condimento che utilizziamo oppure di alcune patologie di cui soffriamo senza esserne a conoscenza.

In genere chi inizia una dieta decide di eliminare quasi totalmente il consumo di carboidrati dovuti a pasta e pane, ma troppe persone sono convinte che è sempre un’ottima soluzione. Per paura di accumulare carboidrati e di conseguenza ingrassare, tendiamo ad eliminare la pasta, per non fare aumentare la glicemia o colesterolo e sviluppare il diabete.
Ma sono tutte delle false credenze popolari.

Bisogna fare attenzione, però, a capire quando il nostro corpo ha bisogno di esigenze particolari, come pasta integrale e paste elaborata. Un trucco è quello di controllare bene la cottura della pasta per tenere a bada i picchi glicemici perché la pasta più cotta è peggio è. Il nostro corpo ha più difficoltà a digerirla e gli zuccheri verrano assimilati più a lungo, a differenza della pasta cotta al punto giusto.

E’ comunque consigliato rivolgersi ad un nutrizionista specializzato che sarà in grado di indicare una dieta sana ed equilibrata.
La pasta è, infatti, molto importante, soprattutto per chi segue un piano alimentare basato sulla base mediterranea.