Emergenza salmonella in Italia, cosa sta succedendo e cosa devi assolutamente evitare

La Salmonella è l’agente batterico più comunemente isolato riguardo le infezioni trasmesse da alimenti e la salmonellosi, infezione da Salmonella, rientra tra le tossinfezioni alimentari.
La Salmonella si trova nell’intestino di uccelli e mammiferi sani.
Questo termine identifica un gruppo di batteri gram negativi che rientrano nella famiglia degli Enterobatteri. Si tratta di microorganismi che trovano il proprio habitat nell’intestino di rettili, uccelli e mammiferi, incluso anche l’uomo.

I batteri di questo genere presentano una forma bastoncellare e sono mobili per la presenza di flagelli; si sviluppano bene sia a temperatura ambiente, che all’interno del corpo umano, ma non tollerano sicuramente alle alte temperature e ai pH acidi.
La Salmonella è sensibile agli agenti chimici e fisici e se avviene a temperature inferiori ai 5°C, la refrigerazione impedisce la moltiplicazione dei batteri, senza però uccidere i microorganismi.

La cottura degli alimenti abbatte il rischio di infezione ma i principali fattori di rischio per la salmonellosi sono: la ridotta acidità gastrica, l’alterazione della flora batterica intestinale e le malattie antinfiammatorie enteriche. Allarme salmonella: è stato imposto il ritiro dal mercato francese di alcuni prodotti di cioccolato Kinder fabbricati in Belgio. C’è il sospetto che il consumo di tali prodotti possa essere collegato a 21 casi di salmonella.

In Italia sono stati, dunque precauzionalmente ritirati, alcuni prodotti ma è importante precisare che tutti i prodotti Ferrero, compresi quelli Kinder dedicati alla Pasqua, non sono coinvolti dal richiamo per cui la Ferrero intende rassicurare di non aver ricevuto negli ultimi 6 mesi contatti di consumatori o reclami a seguito di consumo di prodotti Kinder. Ferrero rassicura inoltre che, ad oggi, nessun prodotto analizzato sui mercati coinvolti dal richiamo è risultato contaminato dalla salmonella.

Sono in molti a chiedersi come mai la salmonella si trovi nel cioccolato e nel burro di cacao visto che non si possono moltiplicare, ma la realtà è che possono essere presenti in quantità significativa in seguito alla contaminazione delle materie prime oppure durante il  processo di lavorazione industriale.

Dopo la raccolta, le fave di cacao subiscono un processo di fermentazione ed essiccazione che avviene nei paesi di origine, dove non si può escludere la contaminazione da parte di uccelli e roditori. Se le fasi di pulizia e tostatura non sono gestite in maniera adeguata, le fave tostate possono risultare contaminate; tuttavia l’altro elemento di criticità riguarda il processo produttivo e la fase di concaggio, dove le fave di cacao vengono riscaldate e miscelate con gli altri ingredienti.