Scoperta una notizia allarmante che riguarda gli alimenti sott’olio: questi possono fare male

La tecnica di conservazione sott’olio è una delle tecniche più diffuse nel mondo che ha lo scopo di isolare gli alimenti dal contatto con l’aria; in questo modo si inibisce la proliferazione dei batteri aerobi, ovvero dei microrganismi che si sviluppano con l’apporto dell’ossigeno.

L’olio, però, non inibisce lo sviluppo dei batteri anaerobi, tra cui si annovera il botulino cioè il batterio che produce tutte quelle tossine particolarmente velenose per il nostro organismo (di cui parlerò in seguito); inoltre l’olio, al contrario del sale e dello zucchero, non ha un’azione diretta sull’acqua presente negli alimenti, dove si sviluppano i batteri.
I cibi sott’olio spesso sono sottoposti ad un processo di trasformazione tramite cottura o salagione e solo dopo vengono sterilizzati.

A queste tecniche spesso si associa la refrigerazione che in ambito domestico consiste nella semplice conservazione dei prodotti in frigorifero.
È estremamente importante che gli alimenti siano immersi completamente nell’olio, per evitare il contatto con l’aria e la formazione delle bolle rendendo inefficaci i processi antibatterici fatti in precedenza ed è necessario l’utilizzo dei barattoli puliti e chiusi ermeticamente per procedere alla fase di sterilizzazione, che avviene in diverse pentole in cui i vasi vengono immersi nell’acqua bollente e avvolti in stracci per evitare che cozzando tra loro si scheggino.

Il grande vantaggio di questo tipo di conserve è la possibilità di avere a disposizione tutti i prodotti durante l’intero anno, con un tornaconto economico non indifferente visto che non si devono acquistare nelle stagioni in cui hanno un costo più elevato.
Andando agli svantaggi sono essenzialmente due: la perdita di alcune sostanze nutritive (in primis le vitamine) e l’alto contenuto di grassi.

E’ inoltre, di vitale importanza, prestare particolare  attenzione alla conservazione di questi alimenti che sono facilmente deperibili, infatti una scorretta conservazione può provocare muffe deteriorando la confezione una volta aperta e evitando la grave contaminazione da tossina botulinica avendo cura del processo di sterilizzazione.