Allarme tonno in scatola: pazzesco, ecco cosa può contenere

Il tonno in scatola è uno degli alimenti più comuni e presenti nelle case degli italiani, e rappresenta una delle “conserve” più presenti in assoluto: in particolare è proprio il tonno, una delle varianti ittiche più conosciute e consumate in assoluto ad essere spesso consumato in scatola. Ma fa bene e o fa male? Qual è la verità?

Come tantissimi altri alimenti un tempo acquistati e consumati senza troppi problemi da parte della popolazione, anche il tonno in scatola è passato “sotto la lente di ingrandimento” di nutrizionisti, esperti e semplici consumatori. Con l’avvento e la diffusione del web hanno iniziato a moltiplicarsi varie teorie, più o meno riscontrabili con la realtà in merito a tanti aspetti negativi del tonno in scatola. E’ bene prima di tutto specificare che dal punto di vista nutritivo non ci sono differenze sostanziali tra il tonno fresco e quello conservato correttamente, anche se l’enorme varietà di marche possono effettivamente sviluppare confusione.

Allarme tonno in scatola: pazzesco, ecco cosa può contenere

E’ una buona idea prediligere il tonno in vetro, e quello con sostanzialmente meno “aggiunte” possibili, quindi tonno, olio, sale e poco altro, evitando prodotti che contengono conservati artificiali e quant’altro. Le norme europee sono piuttosto stringenti in merito a ciò che può contenere: spesso si è discusso della presenza di metilmercurio, che viene sviluppato dal pesce quando è ancora in vita durante il normale processo biologico. Praticamente ogni tipologia di tonno contiene una quantità moderata di questa sostanza e l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare pone un limite alla presenza di metilmercurio, che in dosi eccessive è tossico, ma entro una certa quantità è “tollerato” senza problemi.

La variante al naturale, ossia con acqua al posto dell’olio è preferibile perchè meno “pesante” ma anche un buon tonno in scatola all’olio non è assolutamente “cattivo” da consumare.

In generale il tonno, sopratutto quello di buona qualità, realizzato con quantità non eccessive di sale e con olio non scadente è assolutamente consumabile almeno 2 volte a settimana, magari alternandolo con la variante fresca. Risulta importante e consigliabile comunque controllare la provenienza ed il contenuto, così da evitare prodotti troppo “artificiali”.

tonno scatola