Quando mangiare il pesce crudo danneggia gravemente la salute: lo studio

Il pesce rappresenta un alimento indispensabile per la nostra corretta alimentazione; è ricco di proteine e di grassi polinsaturi (buoni), tra i quali gli omega 3, importanti per tantissime funzioni del nostro organismo: diminuiscono il rischio cardiovascolare, contribuiscono allo sviluppo del sistema nervoso, alla trasmissione neuronale, alla memoria e proteggono le cellule di tutti gli organi compresa la pelle.

Per tutte queste ragioni il pesce non dovrebbe mai mancare sulla nostra tavola ma in Italia ma purtroppo si consuma meno di quanto si dovrebbe e tra le principali cause troviamo: gusto, preparazione, pulizia e costo. Fuori casa il consumo di pesce crudo come sushi o sashimi è diventato per tanti un’abitudine grazie anche ai ristoranti e sushi bar, questo consumo è dovuto alla “moda” e al costo accettabile.

Quanto alle quantità, per un adulto si raccomanda di consumare 600 grammi di pesce a settimana, quantità che si raggiunge con 3 porzioni medie di sushi, dove c’è più riso che pesce.
Per pesce crudo si deve intendere tutto quello che non è cotto a temperature di oltre 60 °C, per cui anche quello marinato rientra nella categoria.
Conosciamo e proprietà del pesce crudo:

– Non contiene sostanze contaminanti che si formano quando il pesce viene fritto, grigliato o cotto in contenitori non puliti.
-La cottura, e in particolare la frittura, riducono la quantità di omega-3.
Rischi:
Le contaminazioni chimiche, in particolare di metalli pesanti che si trovano all’interno dei pesci di grossa taglia, non hanno risparmiato i nostri mari: i pesci che ci vivono possono contenere sostanze chimiche che si accumulano nei tessuti e passano nel corpo umano.

Il mercurio è tra i metalli pesanti più diffusi, insieme al piombo e al cadmio che possono sommarsi agli inquinanti organici persistenti, ossia prodotti chimici industriali tossici che arrivano in mare dagli scarichi oppure dai residui di combustioni dei motori marini. Tutti questi composti possono dar luogo a gravi intossicazioni.
Contaminazione da tossine

Alcuni pesci producono naturalmente delle tossine che si abbattono con la cottura, come nel caso delle anguille e dei granchi, fino al pesce palla, la cui tossina è mortale e in questi casi la cottura non è abbastanza. Vi sono poi tossine prodotte da batteri che infestano il pesce, come la botulinica che  può essere abbattuta con il calore.

Consigli pratici per ridurre il rischio di ammalarsi:
-Acquista pesci da fornitori di fiducia che conservano correttamente il pesce, stai attento perché il pesce fresco non puzza.
-Impara a distinguere il pesce fresco da quello decongelato, controllando se le branchie sono sanguinanti e se l’occhio è vivido con la pupilla rotonda e non schiacciata.
-Controlla le etichette e le date di scadenza di quello surgelato.

Non mangiare pesce fresco crudo se non sei sicuro che sia stato abbattuto.
-Non lasciare mai fuori dal frigorifero il pesce fresco perché i batteri si moltiplicano velocemente.
-Lavare le mani e il tavolo di lavoro dopo aver manipolato i pesci crudi per evitare di contaminare il cibo che si prepara dopo.
-Le persone con sistemi immunitari deboli come gli anziani e i bambini piccoli sono più suscettibili alle infezioni per cui dovrebbero evitare il pesce crudo.