Ecco perché se hai carenze nutrizionali dovresti mangiare il merluzzo: lo studio

Le carenze nutrizionali sono una della cause più comuni di compromissione e rischio per la salute e, nonostante sia possibile ottenere la maggior parte degli elementi da una dieta sana ed equilibrata, la dieta occidentale è povera di tanti nutrienti molto importanti.
Un alimento che, con le sue infinite proprietà, può aiutare in caso di carenze è il merluzzo.
Il merluzzo incredibilmente magro, con un contenuto di grassi generalmente inferiore al 3% e quasi zero carboidrati, è apprezzato in tutto il mondo, anche dai bambini.

Il 96% delle calorie di una porzione di merluzzo è costituito da sole proteine.
Questo pesce contiene delle proteine essenziali per tutti gli esseri viventi che contribuiscono alla formazione e al mantenimento delle cellule del corpo:
-è ricco di Omega 3 che hanno la capacità di accelerare la circolazione sanguigna, aumentando la concentrazione e migliorando addirittura l’umore;

-contiene Vitamina A, che risulta importantissima per il mantenimento di una buona vista e di un buon sistema immunitario; molto importante anche per la crescita, per la formazione delle ossa, dello sviluppo del feto e della salute riproduttiva;
-contiene Vitamina B12, fondamentale nella creazione di nuove cellule e nell’immagazzinare i globuli rossi;

-contiene Iodio, responsabile della regolazione del metabolismo del nostro corpo;
-contiene anche Selenio, in grado di proteggere il corpo da sostanze inquinanti ambientali (come i metalli pesanti), contrastando i danni causati dai radicali liberi.
Degli studi hanno inoltre dimostrato che il consumo di merluzzo aiuta ad abbassare gli alti livelli di colesterolo LDL e della pressione sanguigna, riduce la mortalità per le malattie coronariche fino al 30%, riduce la perdita di materia grigia del cervello che si verifica con l’invecchiamento quindi è anche un ottima opzione per un rischio minore di Alzheimer.

Gli esperti consigliano di mangiare questo pesce con regolarità, almeno una volta alla settimana, in modo tale da ridurre perfino anche il rischio e la gravità di malattie cardiache e ictus.