Dalle ultime ricerche sul tonno in scatola hanno trovato queste sostanze all’interno: attenzione

Il tonno in scatola è un prodotto ricavato dalle operazioni di taglio, cottura, sgocciolamento, inscatolamento e sterilizzazione del muscolo e dei frammenti del pesce.
Le varie tipologie di prodotti si differenziano in due grosse branche: il tonno sott’olio e il tonno al naturale entrambi definiti come semi-conserve. Ciò che distingue i due alimenti è il liquido perché per quanto riguarda gli aspetti qualitativi della carne, i criteri di valutazione sono identici.

I brand di qualità prevedono l’utilizzo di scatolette (latta o vetro) di grandi dimensioni dato che un contenitore piccolo non contiene un vero e proprio blocco di muscolo, ma piuttosto le sue briciole. Dal punto di vista economico, il tonno in scatola trae spesso in inganno perché quello che costa meno non è sempre il più conveniente e spesso, facendo la differenza tra il peso lordo e quello netto (ovvero sgocciolato), ci si rende conto che la porzione di liquido è talmente elevata da rendere più conveniente quello più caro.

C’è però qualcosa di allarmante che riguarda il tonno in scatola: sono state trovate delle sostanze al suo interno. Della presenza di mercurio ormai si è abbastanza a conoscenza ma c’è anche la presenza di Bisfenolo A. Gli effetti tossicologici di questa sostanza che colpiscono la nostra salute non sono stati ancora dimostrati del tutto. Tuttavia, data la sua presenza in molti prodotti alimentari, ne consegue che l’uomo ne è continuamente e pericolosamente esposto. Anche perché, per chi non lo sapesse, il Bisfenolo è presente nella carta da stampante, negli scontrini fiscali, e addirittura in alcuni apparecchi odontoiatrici.

Secondo alcune fonti, la continua esposizione di tale sostanza comporta un rischio maggiore a contrarre tumori, specialmente, per le donne, quello della mammella. Ma effetti negativi si hanno perfino sul sistema endocrino, compromettendo non solo l’equilibrio ormonale ma anche l’attività riproduttiva.

La buona notizia è che sembra che la quantità di Bisfenolo nelle lattine e contenitori per alimenti sia comunque diminuita. E questo dimostra che c’è una certa preoccupazione a questo riguardo anche se, purtroppo, sono ancora molti i paesi che non hanno regolamentazioni molto rigide come quelle dell’Europa.