Cosa succede a chi mangia la punta del cornetto? Ecco le conseguenze

Alzi la mano chi non è d’accordo quando consumiamo il cornetto gelato e non vediamo l’ora di consumare la punta? Insomma la parte finale del gelato, la parte più deliziosa? Quella cialda che all’interno racchiude del delizioso cioccolato semi solidificato. Addirittura un giovanissimo imprenditore americano, ha deciso di trasformare la punta del cornetto in un vero e proprio snack il quale sta spopolando negli Usa riscuotendo un enorme successo.

Gli scienziati ci stanno avvertendo da anni

Già, nonostante sia forse la parte più buona, per gusto e consistenza, dell’intero gelato. Gli scienziati affermano sia anche quella peggiore per la nostra salute e per la nostra forma fisica. Lo ha spiegato un noto chimico bavarese, di un’università tedesca. Il chimico infatti, afferma e sa come evitare che il cioccolato all’interno del cornetto si sciolga del tutto prima che venga consumato da chi sta assaporando il gelato. I grandi produttori della catena dei gelati hanno dovuto cambiare infatti, il punto di fusione del cioccolato e ci sono riusciti tramite un processo chiamato idrogenazione.

Questo processo comporta l’aggiunta di una molecola di idrogeno al cioccolato, il prodotto posta alla fine appunto del nostro cornetto gelato. Il problema davvero importante è che questo processo trasforma i grassi insaturi presenti nel cioccolato in grassi solidi. Quindi gli acidi grassi insaturi si trasformano in grassi saturi. 

Detto ciò, quando consumiamo la punta del cornetto assumiamo le stesse sostanze poco salutari per il nostro corpo che troviamo negli alimenti più grassi della catena alimentare. Nei biscotti (ma non in tutti) per esempio e in molte torte o pasticcini industriali, nel lardo, nelle carni grasse e soprattutto lavorate, nei latticini e nella panna vi sono troppi grassi. Insomma, sono i grassi più pericolosi in circolazione per il nostro sistema cardiocircolatorio.

Secondo le più famose organizzazioni della sanità sia nazionali che internazionali, sia gli adulti che i bambini non devono superare mai il 10% delle loro calorie giornaliere sotto forma di grassi saturi, e il consumo totale di grassi giornalieri, comunque, non dovrebbe superare il 30% delle calorie. Una quantità eccessiva di grassi saturi e trans è consigliata che sia sostituita da grassi polinsaturi. Fra questi troviamo  quelli presenti nei pesci e nel nostro olio d’oliva.

Basteranno questi avvertimenti da parte della sanità mondiale a scoraggiare il consumo della punta del cornetto? È difficile crederlo ma noi ve lo auguriamo.