Attenzione a queste alghe a mare: ecco cosa potrebbe accadere

Il Mediterraneo si riscalda e la conseguenza è la “nascita” di nuovi organismi che possono essere anche tossici. A volte i bagnanti possono addirittura finire al pronto soccorso ma un team di esperti italiani ha tracciato il nemico e ha scoperto quando è il caso di allarmarsi. Grazie allo studio condotto sono arrivate anche delle rassicurazioni: i sintomi passano in 72 ore. Bisogna fare particolare attenzione alle alghe tossiche che quest’anno stanno infestando le coste di mezza Italia.

L’allarme è stato lanciato dalla Società Italiana di Tossicologia che ha inquadrato questo fenomeno all’interno delle conseguenze del cambiamento climatico. Il pericolo di intossicazione c’è perché questo tipo di alga, molto spesso, non risulta visibile ad occhio nudo. Si finisce quindi per inalare le tossine quando ci si bagna e/o ci si espone all’aerosol marino.

Troppe alghe

Le coste di Genova e quelle tirreniche del Lazio sarebbero quelle interessate al fenomeno. Per quanto riguarda le acque contaminate si deve citare l’Emilia Romagna, le acque ioniche e dell’Alta Toscana, la Sicilia, la Puglia, il mare di Gaeta e perfino l’Alto Adriatico. Quando le alghe prolificano costituiscono una massa ben riconoscibile. In mare questa si identifica con presenza di chiazze bruno-rossastre. Se sulla riva o in mare si avvistano tali macchie di colore, è bene stare lontani almeno 100 metri dalla riva.

Intossicazione da alghe

L’intossicazione da alghe si manifesta in genere con febbre alta oltre i 38 gradi, congiuntiviti, tosse, problemi respiratori, e dermatiti da contatto. In qualche caso anche nausea e vomito si manifestano. Bisogna ricordare che alcuni abitanti marini quali riccimolluschi e soprattutto i mitili, sono in grado di filtrare tutto ciò che si trova nelle acque, accumulando le tossine del mare. Per questa ragione è bene evitare la raccolta di cozze e ricci. La Sitox (la società italiana di Tossicologia sopra citata) sostiene che in tali condizioni è possibile inalare tali tossine quando ci si bagna. Ci si espone facilmente anche all’aerosol marino costituito da una miriade di goccioline d’acqua sospese in aria, generato dalle onde che si infrangono sulla riva.

Ma quali sono le alghe pericolose?

Una di esse si chiama Ostreopsis ovata ed è stata scoperta per la prima volta nel 1981. Sebbene sia tipica di zone tropicali e subtropicali, da qualche anno la sua presenza è stata registrata sempre di più anche nei nostri mari e le conseguenze negative non sono solo relative all’ambiente, ma anche all’uomo. Le tossine prodotte da questa microalga, infatti, sono dannose; le principali cause di questo spostamento sono i cambiamenti climatici e il surriscaldamento dell’acqua con la presenza di barriere che diminuiscono il moto ondoso e l’alta pressione atmosferica.