Mangiare i semi di anguria fa bene: ecco perché

L’anguria è una delle indiscusse protagoniste dell’estate, in quanto frutto dissetante, rinfrescante ed ipocalorico, in grado di assicurare anche un prezioso apporto idrico. Questo frutto si distingue dagli altri per le massicce dimensioni, oltre che chiaramente per il peso, che talvolta raggiunge addirittura i 20 chili, ma è bene dire che la qualità non è sempre proporzionale al peso.
Questo frutto è una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Curcubitaceae. Il fusto, erbaceo e rampicante, è sdraiato e raggiunge grandi lunghezze, oltrepassando a volte anche i 10 metri; le foglie sono grandi, pelose e trilobate. I semi, nascosti all’interno della polpa rossa, zuccherosa e dolcissima dell’anguria, possono essere di colore nero, giallastro o bianco, dalla tipica forma a goccia. La corteccia, è invece dura, e presenta un colore verde brillante striato da lastre verde chiaro oppure maculato da chiazze giallastre o bianche.L’anguria è ottima fonte di vitamine antiossidanti quali la A e la C, di vitamine del gruppo B e di sali minerali, in particolare modo il potassio, il magnesio e il fosforo. Questo frutto ha una bellissima proprietà depurativa: tant’è che per alcuni popoli Africani, i beciuani, viene esaltato come sacro e perfino purificatore. L’attività depurativa dell’anguria è direttamente correlata a quella diuretica perché stimolando la diuresi, nell’organismo viene favorita l’eliminazione di tutte le scorie in eccesso.

La quantità di sali minerali e vitamine presente all’interno dell’anguria rappresenta un utile rimedio naturale contro la stanchezza e affaticamento fisico e stress. Essendo ricca di potassio, l’anguria è consigliata anche alle persone che lamentano disturbi estivi legati alle alterazione della pressione osmotica, della ritenzione idrica, dell’eccitabilità neuromuscolare e delle lievi alterazioni del ritmo del cuore.
Per la presenza di vitamine, l’anguria rientra perfettamente tra i frutti studiati dalla ricerca in questi ultimi anni come possibile rimedio nella prevenzione dei tumori.
Ma passiamo al centro dell’articolo: quanti siamo soliti buttare i semi dell’anguria? Beh, non c’è nulla di più inutile. Bisogna sapere, infatti, che una pratica diffusa tra le popolazioni asiatiche è la tradizione di essiccare i semi di anguria e sbriciolarli per fare zuppe o speciali infusi. Si, perché i semi di anguria sono anch’essi ricchi di proprietà e sostanze nutritive, come i sali minerali (tra cui ferro e magnesio), le proteine, le vitamine del gruppo B e gli acidi grassi insaturi), che favoriscono oltre all’abbassamento del colesterolo “cattivo” (HDL), l’aumento di quello “buono” (LDL). L’essiccazione ha anche come effetto quello di migliorare la digeribilità dei semi, specialmente se mangiati in consistenti quantità.