“Non mangiare questi cibi!”: attenzione, rischio listeria

L’infezione da listeria, chiamata anche listeriosi, è una tossinfezione alimentare che prende il nome dal batterio che ne è la causa, ovvero il Listeria monocytogenes. Questo batterio si trova comunemente nel terreno e nell’acqua e può quindi facilmente contaminare ortaggi e verdure che ingeriamo abitualmente. Questa infezione da listeria si può rilevare anche in un’ampia varietà di cibi crudi, come ad esempio le carni non ben cotte e le verdure crude o i prodotti lattiero-caseari preparati con il latte non pastorizzato.

L’infezione può manifestarsi sotto due forme:

-la forma tipica delle tossinfezioni alimentari, che si manifesta in poche ore dall’ingestione e che provoca diarrea;
-la forma invasiva, detta anche “sistemica“, che passa dall’intestino al sangue e si diffonde nell’organismo, arrivando fino al sistema nervoso, dando così vita a encefaliti, meningiti e forme acute di sepsi. In questo secondo caso tra l’ingestione del cibo contaminato e la manifestazione dei sintomi può passare addirittura un mese.

Cosa è l’isteria?

I soggetti più a rischio sono le persone che presentano compromissione del sistema immunitario: i malati di cancro, di diabete, di Aids, le persone anziane e i neonati; particolarmente a rischio risultano, però, anche le donne in gravidanza che possono accusare aborto spontaneo, parto prematuro o morte in utero. Quali sono i sintomi dell’infezione da listeria? I sintomi dell’infezione da listeria sono simili a quelli di altre malattie provocate da alimenti contaminati: nausea, febbre, diarrea e dolori muscolari.

Come possiamo proteggerci da essa?

La migliore strategia di lotta alla listeriosi passa attraverso una efficiente prevenzione, che si può  attuare applicando le generali norme di igiene e attenzione previste per tutte le altre tossinfezioni alimentari.
E’ raccomandato il risciacquo accurato degli alimenti crudi, come frutta e verdura, sotto l’acqua corrente prima di mangiarli (specialmente d’estate); pulirli dalla terra con una spazzola pulita; asciugarli con un panno pulito o un tovagliolo di carta; separarli delle carni crude, dalle verdure e dai cibi cotti.

Si consiglia anche:
-il lavaggio attenzionato delle mani e di tutti gli utensili da cucina quali i coltelli, i piani di lavoro, e i taglieri dopo manipolazione e la preparazione cibi crudi;
-il mantenimento della temperatura del frigorifero entro i 4°C e del congelatore sotto i -17°C;
-il mantenimento del frigorifero pulito, soprattutto da avanzi di carni cruda;
-la pulire delle pareti interne e dei ripiani del frigorifero con acqua calda e sapone liquido.

Ecco ancora alcune raccomandazioni per la conservazione sicura degli alimenti:
– è bene consumare i prodotti precotti subito appena possibile;
– non conservare i prodotti refrigerati oltre la data di scadenza;
-dividere gli avanzi di cibo in contenitori poco profondi in modo tale da farli raffreddare più velocemente, chiuderli e consumarli entro 3-4 giorni.

Per ultimo, ma non per importanza, si raccomanda di non mangiare formaggi molli (o bere latte) se non si ha la certezza che siano prodotti con latte pastorizzato.