Casi di avvelenamento per questa marca di pasta: attenzione ecco qual è!

In questo periodo, hanno preso piede delle polemiche riguardanti tutta la pasta che portiamo in tavola, precisamente sul pericolo che quest’ultima, possa essere infestata da contaminanti, i quali potrebbero causare gravi danni di salute al nostro corpo. Gli ultimi test effettuati puntano il dito su alcune marche di spaghetti, colpevoli di contenere pesticidi e soprattutto Glifosato. Nonostante questo le ultime analisi hanno dato un esito diverso, cerchiamo di capire perché e se bisogna stare in guardia.

Uno tra questi test, è stato anche riportato e dunque è stato preso come prova da una famosissima testata giornalistica. Quest’ultima ha riportato all’attenzione il discusso problema dei contaminanti presenti negli alimenti (in questo caso nella pasta). L’indagine si è concentrata in particolar modo su diverse marche di penne rigate (alcune anche integrali) .

In alcuni di questi formati di pasta, è stata rilevata la presenza di Pesticidi e Glifosato, entro però i limiti stabiliti per legge per la salute degli adulti, mentre in soltanto due casi i campioni presi in considerazione superano i limiti stabiliti dalla legge per la tutela della salute dei più piccoli. In queste ricerche, purtroppo è venuta alla luce anche la presenza di micotossine. Ma sapete di cosa si tratta per l’esattezza? Scopriamolo insieme.

Ma cosa sono le micotossine? Le micotossine sono sostanze contaminanti, le quali sono di origine naturale e pericolose per la salute. Bisogna fare attenzione a queste sostanze, poiché alcune di queste vengono anche classificate come cancerogene dall’agenzia per la ricerca sul cancro. Per esempio possiamo citare sia le aflatossine, oppure qualche altra sostanza simile, come la ocratossina A. Dobbiamo affermare che purtroppo tutte e due sono state rivelate nei prodotti testati.

Il deossinivalenolo può essere classificato tra le micotossine meno pericolose, ma nonostante questo non può essere considerato innocuo, perché anch’esso può arrecare danni alla salute, poiché agisce a livello gastrointestinale, causando nausea, rifiuto del cibo, vomito e dissenteria. Per riscontrare uno di questi sintomi, bisogna però assumere elevate quantità di sostanza.

Secondo la legge, il limite massimo previsto per la pasta è di 740 microgrammi per kg, un limite che è decisamente troppo alto per l’organismo di un bambino di 3-9 anni. Infatti, i più piccoli, di 0-3 anni, non dovrebbero assolutamente mangiare le paste per adulti proprio perché potrebbero contenere dosi eccessive di queste sostanze. Dunque meglio affidarsi ai prodotti specifici.