Attenzione a non mangiare tonno in scatola in gravidanza: ecco le brutte conseguenze!

Il tonno in scatola è un alimento che viene utilizzato come ingrediente principale per svariatissime ricette sfiziose e molto veloci, come ad esempio dei buoni spaghetti con le olive nere, della pasta al forno, delle polpette, dei pomodori farciti, pizza, pasta sfoglia, pancarrè e così via. Il tonno in scatola, infatti, pur essendo messo all’interno di una lattina, è comunque sia in grado di conservarsi abbastanza bene anche se il suo sapore potrebbe cambiare in base alla marca in questione.

Ogni azienda che produce tonno in scatola adotta un tipo diverso di conservazione: c’è chi, ad esempio, usa l’olio d’oliva, chi acqua o acqua e sale. In ogni caso il tonno in scatola non è solo un buon alimento e per di più con bassissime calorie tanto da essere consumato durante le diete dimagranti ma rappresenta anche un’ottima fonte di importanti nutrienti tra cui potassio e ferro.

Quante volte si può mangiare il tonno in scatola? E’ comunque chiaro che, come qualsiasi altro alimento, si consiglia sempre un uso controllato e senza abusi, di cui l’ideale sarebbe al massimo di un paio di volte alla settimana. Per garantire ai consumatori la massima sicurezza sul prodotto, sono state fatte delle analisi in cui sono state messe a confronto tutte le marche di tonno presenti in commercio. Gli esperti hanno pensato di far esaminare 24 differenti marche di tonno valutandone la qualità, la sicurezza al consumo e le caratteristiche organolettiche.

Ma le donne in gravidanza possono mangiarlo? Per quanto riguarda il tonno in scatola, questo può essere assunto dalle donne in gravidanza senza preoccupazioni, visto che giunge sulle nostre tavole al termine di un lunghissimo e accuratissimo iter di controlli e che le aziende produttrici italiane adottano una politica di selezione degli esemplari più idonei all’inscatolamento, privilegiando quelle specie di tonni che vivono in ambienti poco inquinati (come gli oceani tropicali), dove il tonno ha minori possibilità di venire a contatto con il mercurio.

E’ bene inoltre ricordare che la valutazione dell’EFSA ha incluso sia gli effetti positivi che negativi dovuti alla presenza di nutrienti e di non nutrienti (quali ad esempio i contaminanti come il metilmercurio) affermando con chiarezza che i benefici legati al consumo di pesce superano di gran lunga gli eventuali rischi che possono essere associati all’eventuale assunzione di contaminanti. Dunque, a maggior ragione, il tonno in scatola si conferma essere una preziosa fonte di nutrienti anche per le donne in dolce attesa.