Il ministero della salute dichiara contaminata queste marche di pasta: ecco quale!

Un’indagine alimentare condotta in Svizzera non molto tempo fa, ha confermato che in 4 marche italiane di pasta c’è ancora traccia di una sostanza pericolosa: il glifosato. Quest’indagine è stata condotta da K-Tipp che ha analizzato ben 18 tipi di pasta differenti tra cui 13 convenzionali e 5 di agricoltura biologica e l’obiettivo era quello di testare in laboratorio la composizione chimica della pasta esaminata; i risultati, però, non sono stati per niente rassicuranti per l’Italia.

Ben 10 marchi di pasta sono risultate, infatti, molto contaminati da un erbicida tossico chiamato, il glifosato. Quattro di questi marche sono di provenienza italiana, anche se si tratta comunque di quantità di glifosato minime, ovvero entro i limiti della legge.  Oltre alla presenza di glifosato nella pasta, sono state purtroppo rinvenute tracce non indifferenti di altre sostanze problematiche per la salute del nostro corpo; si tratta, in particolare, di diverse tipologie di pesticidi tra cui figura, in primis, il pirimifos-metil in alcune marche svizzere.

I ricercatori hanno tuttavia anche trovato tracce di Deossinivalenolo (Don), una nota micotossina, particolarmente pericolosa soprattutto per le donne in dolce attesa, per via dello sviluppo neurologico del feto e dei bambini in generale. Volete sapere adesso qualche bella curiosità sulla pasta, pasto principale e irrinunciabile di ogni singola giornata degli italiani? La pasta è un alimento ottenuto dalla macinazione del grano che, come ho già detto, costituisce un elemento essenziale dell’alimentazione italiana.

La sua storia ha origini molto antiche e risulta difficile stabilire chi l’abbia inventata: già conosciuta dai Greci, fu poi dimenticata con la caduta dell’Impero Romano ma riscoperta successivamente grazie agli Arabi e ai Cinesi. Essa può essere sia secca che fresca, a seconda del contenuto d’acqua lasciato nell’impasto e fu solo da qualche secolo che venne condita per la prima volta con il pomodoro. La pasta viene ottenuta mescolando semola e acqua, insieme ad una piccola quantità di sale.

Una storia molto suggestiva vuole che la pasta sia stata inventata dai Cinesi e portata poi in Europa dal grande Marco Polo nel 1295, al suo ritorno dall’impero del Gran Khan. È molto probabile anche che i Cinesi facessero uso della pasta nella loro tradizione culinaria, ma è storicamente provato che la nostra ha origini ancora più antiche, che affondano le loro radici nella tradizione mediterranea.

Il primo a parlare della pasta fu il commediografo Aristofane che nel 5° secolo a.C. in, una delle sue commedie descrive un tipo di pasta simile agli attuali e conosciutissimi ravioli. Tracce dell’uso della pasta si hanno anche tra gli Etruschi: in una tomba di Cerveteri sono infatti riprodotti strumenti da cucina, molto simili a quelli odierni, necessari per la preparazione dei ravioli. Tuttavia, le testimonianze si moltiplicano con i Romani di cui ne parlano molti autori, citando le lagane, ovvero strisce di pasta più o meno larghe che spesso contenevano farciture a base di verdure.