Non conservate mai questa marca di pasta in frigo: fate molta attenzione!

La pasta è l’alimento preferito dagli italiani, quel piatto a cui proprio non sanno rinunciare. Ma cosa succede se conserviamo la pasta avanzata in frigo e la consumiamo dopo alcuni giorni? Far andare a male la pasta è un evento classico caratteristico della vita di tutti noi, anche se per una volta soltanto.

Dopo averla cucinata, ci rediamo spesso conto di aver esagerato con la quantità e quindi ci è avanzata e resta lì in attesa di essere finita per giorni e giorni, mentre nel frattempo colui/colei che cucina trova sempre del cibo differente. Nella maggioranza dei casi, dunque, quel piatto finisce poi nella spazzatura. L’importante è non addentare il cibo lasciato indietro per troppo tempo in quanto non c’è nessun motivo valido ma anzi, si rischia la vita.

Diverse ricerche scientifiche hanno infatti confermato che le regole che si usano per la carne (vale a dire buttarla subito nel caso rimanga troppo tempo in giro per la cucina) valgono anche per pasta e riso. Il motivo è la presenza di un batterio, il bacillus cereus, che si annida nel cibo conservato male causando un’intossicazione alimentare che può diventare anche decisamente grave e nel peggiore dei casi, anche mortale.

Il Bacillus cereus è un batterio comunemente presente nel suolo e nella polvere che contamina frequentemente alimenti a base di riso, pasta, carne, formaggi, vegetali, salse e anche dolciumi. Insomma, praticamente qualsiasi cosa. Quando diventa pericoloso? Ad esempio se si fa l’assurda scelta di mangiare un piatto di pasta a distanza di 5 giorni dall’impiattamento.

In quel caso, il batterio riesce a proliferare in modo esagerato, e ci sono dei casi di morte causata da questa situazione. Nel 2005 un bambino morì a causa di un’intossicazione provocata da un’insalata di pasta vecchia di 3 giorni; la pasta era stata preparata, portata ad un picnic, riportata a casa e tenuta in frigo prima del pasto fatale. Tutte le altre persone presenti alla cena finirono in ospedale con attacchi di vomito molto gravi.

Ma non è finita qui. Perché nel 2011 uno studente belga di 20 anni, cucinò un piatto di spaghetti al sugo di pomodoro, e cinque giorni dopo decise di mangiarne gli avanzi che aveva conservato in frigo, arricchendola con un po’ di altro sugo al pomodoro. Tuttavia, il giorno in cui cucinò il piatto lo lasciò all’aria, fuori dal frigo, per parecchie ore e, dopo aver consumato quel piatto, morì a seguito di attacchi di diarrea, vomito e dolori addominali lancinanti.