Scandalosa notizia sul gelato pagato col pos: verrà aumentato di prezzo!

Al giorno d’oggi è sempre più comune  fare acquisti comodamente con la carta di credito. Fino al recente passato era visto come un taboo utilizzare la carta per qualsiasi operazione, è l’unico metodo che ogni singolo cittadino utilizzava era la classica banconota. Siamo passati dalla lira all’euro nel corso degli anni, fino ad arrivare ai giorni dove il contante viene utilizzato sempre meno. Vuoi che adesso ogni accredito dello stipendio viene effettuato tramite bonifico così da tracciare ogni movimento vuoi per la comodità di non portare più con sé denaro così da evitare furti o smarrimenti. 

Ma in cosa consiste pagare tramite POS? Il POS è un dispositivo elettronico che permette a qualsiasi esercizio di accettare pagamenti con carta di credito, debito o prepagata attraverso la lettura del chip presente appunto sulla nostra carta. L’acronimo POS deriva dall’inglese Point Of Sale, che tradotto in italiano significa letteralmente “punto di vendita”. I pagamenti con POS  oramai rappresentano un metodo di pagamento alternativo al classico pagamento con i contatti,  infatti, questo sistema non ne prevede l’utilizzo.

Poter accettare questo tipo di pagamenti ormai rappresenta un grosso vantaggio per qualsiasi esercente, sia per incrementare le proprie vendite, sia per rimanere competitivi in un mercato sempre più competitivo nel quale garantire un’esperienza di pagamento fluida ed efficiente gioca un ruolo sempre più determinante. Detto ciò non tutti gli esercizi stanno accogliendo questa innovazione di buon occhio sia per i costi che per i disagi che crea all’attività.

Una gelateria nel centro di Sanremo, ad esempio, ha esposto un cartello “Il prezzo di vendita per il pagamento tramite Pos verrà aumentato di 50 centesimi” e a riportare la notizia è stata una nota giornalista italiana postando una storia sul suo profilo social. Ovviamente la storia della nota giornalista ha attirato milioni di messaggi pro e contro questa iniziativa singolare dell’esercente, il quale poco dopo la notizia è stato raggiunto dalla Guardia di Finanza per l’infrazione commessa e dopo il controllo le fiamme gialle hanno trasmesso il verbale al garante per eventuali sanzioni. La nota giornalista non è nuova a queste battaglie contro chi non usa il Pos, a partire dai tassisti che in giro per l’Italia rifiutano di accettare pagamenti con questo sistema.