Tonno pieno di mercurio: attenzione a questa marca

Qualche giorno è stato diffuso un comunicato dal titolo “Il pesce in scatola batte la crisi”, presentando la scatoletta di tonno come un prodotto “sano, ricco di nutrienti e dal costo contenuto, un’ottima alternativa al pesce fresco che risulta adatto a tutti (bambini, sportivi, neomamme e anziani).

Proprio quest’ultimo punto genera però qualche perplessità, visto che uno dei pesci in scatola maggiormente consumati è proprio il tonno, e che le autorità sanitarie hanno più volte segnalato la necessità per alcune categorie di consumatori quali donne in gravidanza e bambini di limitare il consumo di alcune qualità di pesce tra cui il tonno, a causa del contenuto di mercurio che potrebbe recare seri problemi di salute.

Un recente documento dell’Efsa indica che il pesce, in particolare i predatori di grossa taglia come tonno e pesce spada, sono una delle principali fonti di mercurio nell’alimentazione e che quindi bisogna stare attenti con le dosi. L’EPA negli Usa, invece, invita i consumatori a variare il consumo di pesce, proprio per limitare l’apporto di mercurio consigliando alle donne che attraversano la gravidanza o che hanno intenzione di avere un bambino di limitarne fortemente il consumo.

Il mercurio è un metallo che ha origine naturale (erosione da rocce e attività vulcanica) e può anche provenire da alcune attività umane quali le produzioni industriali, i pesticidi e i medicinali. Nell’acqua la forma inorganica di questo elemento viene poi trasformata da parte della microflora marina in forma organica, ovvero il metilmercurio, che si accumula nei tessuti dei pesci che noi andiamo poi a mangiare.
Questo composto è presente in tutti gli organismi acquatici, ma in particolar modo in quelli che si trovano al vertice della catena alimentare come squalo, il pesce spada e diverse specie di tonno.

Per quanto riguarda le dosi settimanali di tonno in scatola consigliate, l’azienda vuole precisare che la raccomandazione riportata è pienamente rispondente alle raccomandazioni della EFSA e della FDA ed è assolutamente rispettosa dunque per la salute di tutti noi consumatori. Le confezioni di tonno in scatola più comunemente utilizzate come monoporzione (oltre il 50% dei consumi) hanno infatti un contenuto di 80g che, se sgocciolato, corrisponde a circa 52g di pesce: un quantitativo che permette dunque, anche con il consumo di due confezioni, di rimanere ugualmente al di sotto sia dei 170g raccomandati per donne in gravidanza e bambini sia dei 340g previsti per un qualsiasi adulto.