Supermercato chiude per colpa del gelato contaminato: attenzione a queste marche

Con l’arrivo dell’estate, iniziamo a sentire il bisogno di gelato e di conseguenza, come ogni anno, si allunga la lista delle allerte alimentari che riguardano proprio i gelati e la loro produzione. Era già successo a luglio 2021, ed è successo di nuovo adesso. L’estate scorsa, il Ministero della Salute aveva pubblicato un elenco di una trentina di prodotti, fra cui burger, cotolette e bevande, quasi tutti a base vegetale e alternativi al cibo di origine animale, tutti richiamati dal mercato italiano.

Questa volta si tratta di gelati confezionati e tutta la catena di supermercati ha invitato i consumatori a non acquistare uno specifico marchio di gelato e, in caso di acquisto, a riportarlo nel punto vendita, perché? Il ministero della Salute ha disposto il ritiro del gelato alla vaniglia causa del ritrovamento della presenza di tracce di ossido di etilene al suo interno. È stata la stessa ditta produttrice in questione a segnalare la possibile presenza di ossido di etilene nell’estratto di vaniglia utilizzato per produrre il gustoso gelato.

Il ritiro ha coinvolto le vaschette da 460ml di gelato alla vaniglia di un marcio conosciuto, prodotte in uno stabilimento della Francia. I lotti richiamati sono stati quelli con scadenza dal 15 luglio di questo anno fino al 16 maggio del 2023. Chiunque abbia acquistato il gelato, a scopo precauzionale, dovrà riportare la confezione acquistata al punto vendita. L’ossido di etilene (o ossirano) è una sostanza tossica potenzialmente cancerogena che viene utilizzata nell’industria petrolifera, ma anche nell’ambito medico per la sterilizzazione e nella filiera alimentare come conservante e disinfettante.

La sostanza viene anche usata dall’industria delle spezie degli Stati Uniti d’America con effetto biocida, per prevenire contaminanti microbici quali Salmonella ed E. Coli, per ridurre la carica batterica di lieviti, muffe e molti altri patogeni. L’ossido di etilene può dare problemi alla salute qualora venisse inalato: può infatti causare forte mal di testa, problemi alla vista e perfino convulsioni se l’esposizione è prolungata per qualche minuto.

Nei casi più gravi può addirittura causare ictus e coma e risulta anche particolarmente irritante per le vie respiratorie rischiando di provocare in esse versamento di liquidi anche diverse ore dopo l’avvenuta esposizione. Sulle cavie, la sperimentazione ha dimostrato che l’ossido di etilene provoca cancro al fegato e diversi problemi riproduttivi quali aborti spontanei e mutazioni nella progenie. E’ vero che non esistono dati certi sull’uomo ma è stato accertato che un’esposizione cronica a questo ossido di etilene provochi la cataratta.