Allerta tonno in scatola avariato in questa nota marca: ecco quale

Cosa succede se si mangia tonno in scatola avariato? Quest’ultimo può fare molto male alla nostra salute e causare una brutta intossicazione da istamina, o sindrome sgombroide. Si tratta di una patologia causata dal consumo di prodotti ittici che sono contaminati da batteri in assenza di alterazioni organolettiche ed è un’alterazione che non si riesce a percepire all’assaggio o all’olfatto, difficile da scoprire per il consumatore. I batteri responsabili di per sé non sono patogeni ma sono comunque in grado di trasformare un amminoacido (l’ istidina), presente in abbondanza in alcune specie di pesci (quali tonno, sgombro, alice tra i più comuni) in istamina.

I sintomi di questa patologia si manifestano subito dopo il consumo del tonno. Tra questi abbiamo l’eritema al viso, la sensazione di calore, la diarrea, il vomito, i dolori addominali, un forte mal di testa, le palpitazioni e i tremori. Il tonno in scatola una volta aperto deve essere consumato nel più breve tempo possibile e qualora ciò non fosse possibile, esso deve essere immediatamente conservato dentro il frigo e mai lasciata a temperatura ambiente.

E’ vero che il tonno in scatola al naturale è migliore di quello sott’olio? Molti nutrizionisti consigliano il tonno in scatola al naturale in quanto non si può verificare la qualità dell’olio che viene utilizzato. Proprio l’olio nel quale viene conservato il tonno, infatti, potrebbe essere di scarsissima qualità. Inoltre è bene sapere che l’aggiunta di olio aumenta l’apporto calorico del tonno e a tutto ciò si aggiunge che sempre l’olio apporta grassi che anche se sono di origine vegetale non fanno assolutamente bene. Il consiglio verso chi preferisce il tonno sott’olio è quello di sgocciolare i tranci per consumare meno olio.

Nel tonno in scatola ci sono metalli pesanti? I tonni sono dei pesci di grossa taglia, pesci predatori che consumano metalli pesanti come il mercurio. Quando si mangia il tonno si rischia infatti di ingerire anche questi metalli e secondo l’Organizzazione mondiale della sanità anche una piccola quantità di questo metallo è in grado di danneggiare il nostro sistema digestivo, i reni, la pelle e il sistema immunitario. Troppo mercurio, inoltre, può aumentare il rischio di infarti fino al 70% e causare danni gravi e permanenti al cervello. Nella maggior parte dei casi, quindi, il livello di mercurio nei pesci è abbastanza basso da non preoccuparsi anche se i rischi aumentano, però, quando si consuma pesce con una certa regolarità.