Tonno in scatola: il mercurio diventa sempre più pericoloso in quante marche!

Il Mercurio (il cui simbolo chimico è Hg) è un componente naturale della superficie della Terra che pur essendo rilasciato nell’ambiente da rocce, vulcani ed incendi di terreni boschivi, la sua presenza deriva maggiormente da alcune attività svolte dall’uomo, tra cui l’uso del carbone per produrre energia e per uso domestico ad esempio riscaldamento e cucina, ma anche da attività minerarie per l’estrazione di mercurio ed oro.

Il mercurio esiste in natura in forme diverse: metallico, inorganico ed organico. Quello metallico, a temperatura ambiente, è un liquido lucido di colore bianco-argenteo, mobilissimo (comunemente conosciuto come ‘argento vivo’) che, se esposto all’aria, si unisce in piccole gocce evaporando; è stato usato in strumenti per misurare la pressione atmosferica ambientale o corporea e quella di fluidi e gas. Il mercurio metallico è stato impiegato nelle batterie, in alcuni tipi di lampadine e anche nel materiale utilizzato dai dentisti per le otturazioni di denti curati dalla carie.

Una volta rilasciato nell’ambiente, il mercurio metallico e inorganico può essere trasformato, da batteri ed altri organismi, in metilmercurio che si accumula nei pesci, crostacei e molluschi. In questo modo, il contenuto di metilmercurio nell’organismo è maggiore rispetto a quello presente nell’acqua; il suo livello cresce nella catena alimentare: i pesci predatori e di grossa taglia come il tonno, hanno livelli più alti di contaminazione da metilmercurio in quanto si nutrono di molti pesci più piccoli che a loro volta si sono nutriti di piccoli crostacei contaminati.

Fortunatamente, la maggioranza degli usi del mercurio descritti è attualmente molto ridotta e proibita ed anche le emissioni globali, negli ultimi anni, sono diminuite di molto. Tuttavia, esistono ancora alcuni paesi dove la combustione di legno e carbone è tutt’oggi molto diffusa. Il mercurio è considerato dall‘Organizzazione Mondiale della Sanità una delle 10 sostanze (o gruppi di sostanze) chimiche che causano maggiori preoccupazioni per gli effetti che può produrre nella popolazione; è scarsamente assorbito a livello intestinale, ma raggiunge il polmone attraverso la respirazione e può passare la barriera che protegge il cervello e la placenta.

L’assorbimento del mercurio inorganico attraverso l’apparato digerente e la pelle dipende dalla solubilità dei sali. Il mercurio metallico e il metilmercurio hanno come bersaglio principale il nostro sistema nervoso centrale e periferico, mentre i sali inorganici di mercurio sono parecchio corrosivi per occhi e pelle e, se ingeriti, hanno effetti negativi anche sul sistema gastrointestinale provocando seri danni ai reni. L’avvelenamento improvviso e rapido ovvero in forma acuta, associato ad un’inalazione di elevate quantità di vapori di mercurio, si manifesta con sintomi come: tracheite, bronchite, tosse ed ipertermia e disturbi nervosi progressivi quali tremori e perdita della sensibilità.