Allerta tonno in scatola pericoloso per i nostri bambini: ecco perché non mangiarlo.

Il tonno, specialmente quello in scatola, è molto buono, pratico, ricco di omega-3 e si può utilizzare in cento modi diversi. Purtroppo però ha l’inconveniente di contenere al suo interno delle quantità relativamente elevate di mercurio e, in particolare, di metilmercurio. Il metilmercurio, o MeHg, è un un composto organico di mercurio che si crea in maniera naturale e che, quando ingerito, tende a depositarsi nei reni, fegato, sistema nervoso, ecc.

In particolare passa attraverso la placenta e si deposita nel nascituro; questo fenomeno è stato associato, tra le altre cose, a ritardi nello sviluppo cognitivo. Per questo motivo i gruppi della popolazione che sono più esposti sono:

  • i bambini ancora nel grembo materno, che lo assumono quando la madre lo ingerisce;
  • i bimbi che vengono allattati e che lo assorbono attraverso il latte;
  • i bambini in età di svezzamento i quali, mangiando grandi quantità di cibo relativamente al loro peso, possono assumere più facilmente quantità elevate del composto;
  • in generale i bambini in crescita.I pesci in cui si trova più di tutto in assoluto sono lo squalo e il pesce spada assieme ad altri pesci meno noti sulle nostre tavole come lo sgombro reale, da non confondersi con lo sgombro dell’Adriatico, e il tilefish, che si trova invece nel Golfo del Messico. Di norma tutti dobbiamo però fare attenzione a quante volte mangiamo pesci come questi, ma le categorie a rischio farebbero probabilmente meglio a evitarlo del tutto, come dice, ad esempio, l’ESA americana.Il tonno non compare comunque come uno dei pesci più ricchi di metilmercurio, ma sta sul gradino immediatamente inferiore.
    Il punto importante è che la parola “tonno” è molto generica in quanto ci sono moltissime specie diverse: da quello di meno di un metro, che pesa appena qualche decina di chili al massimo, a quello lungo oltre 4 m e che può tranquillamente pesare centinaia di kg. Ad esempio, il tonnetto obeso, che nonostante il nome non è particolarmente grande, è una delle specie più ricche di metilmercurio ma questo molto difficilmente arriverà sulle nostre tavole in quanto è una specie che a causa della pesca indiscriminata è ora considerata particolarmente a rischio.Proprio tenendo presente il neurosviluppo dei nascituri, l’EFSA ha pubblicato nel 2012 (aggiornato però nel 2018) un’opinione scientifica dove ha stabilito un limite settimanale di metilmercurio valido per tutta la popolazione di 1,3 kg di peso corporeo. Con questo dato dovrebbe essere più facile giudicare quanto tonno sia possibile consumare senza rischi, ma purtroppo non è affatto così. Questo perché le quantità di metilmercurio variano tantissimo a seconda della varietà del tonno e soprattutto a seconda di dove venga pescato.