Il tonno in scatola più sicuro da consumare: ecco il tonno in questione

Negli ultimi anni la spesa di tutti noi consumatori ha subito numerosi cambiamenti, dettati soprattutto dai bruschi cambiamenti di vita a cui ci siamo dovuti adattare. Secondo una statistica, tra i prodotti più acquistati da noi acquirenti ad occupare i primi posti vi è il tonno in scatola. Oltre agli ottimi valori nutrizionali, a spingere i consumatori ad acquistarlo vi è la grande versatilità di utilizzo in cucina e la lunga conservazione. Basti pensare che possiamo tenerlo in dispensa anche per più di un anno.

Ma, come per ogni alimento, dobbiamo prestare attenzione anche al tonno in quanto non tutte le scatolette di tonno sott’olio sono uguali. Negli ultimi anni numerose aziende note hanno sottoposto i propri prodotti a rigidi controlli di qualità e di livello di informazione che si fornisce al consumatore tramite etichetta. Infatti, secondo le norme vigenti, ogni etichetta deve presentare il peso sgocciolato, la quantità di acqua, la presenza di mercurio e del sale.

Ma come si fa a scegliere un tonno in scatola? Bisogna prima che capiamo cosa vogliamo acquistare. Se il nostro obiettivo è trovare un prodotto di buone qualità organolettiche, dobbiamo cercare sull’etichetta la dicitura “tonno a pinne gialle”; ma questa specie dall’IUCN è considerata prossima alla minaccia, quindi meglio optare per una scelta più sostenibile ma che non garantisce la stessa qualità del tonno a pinna gialla: stiamo parlando del tonnetto striato.

Secondo quanto ci dicono gli esperti, altra informazione fondamentale da osservare in etichetta è la provenienza del tonno. È consigliato scegliere il tonno proveniente dall’Oceano Pacifico Occidentale e centrale che, in etichetta troveremo indicati come zone Fao 61, 71 e 81. Sono “sconsigliati” quelli provenienti da Oceano Atlantico (31, 34, 41, 47) e Indiano (51, 57). Il tonno che invece viene pescato dal nostro mare, il Mar Mediterraneo, solitamente non viene utilizzato per essere messo in commercio come tonno in scatola, ma segue altre branchie della filiera.

Uno dei grandi problemi del tonno in scatola è il quantitativo di mercurio che è presente. Il mercurio è un metallo pesante che, nel caso in cui venga assunto, comporta tossicità per tutti gli organismi, ma in particolare per donne incinte e bambini. Altro elemento da citare è il quantitativo di sale aggiunto: bisogna attenzionare le etichette e scegliere quelle contenente la dicitura “basso contenuto di sale”. Gli esperti ci consigliano di non eccedere con l’assunzione di tonno e di rispettare la porzione di circa 50 grammi di tonno sgocciolato a settimana.