Il segreto nascosto del tonno in scatola: ecco di cosa si tratta

Chi di voi  non ha mai mangiato del tonno in scatola? E’ certamente l’alimento più pratico e veloce che abbiamo in cucina, pronto per qualsiasi occasione soprattutto per quelle improvvisate e dell’ultimo minuto. La sua unga conservazione e la perfetta versatilità lo hanno reso un alimento indispensabile. Il tonno in scatola è ottimo come condimento per pizza, pasta, riso, fresche insalate, farciture di panino ed è buonissimo anche spalmato sopra i toast per sfiziosi aperitivi.

Quando apriamo una lattina di tonno in scatola, siamo davvero sicuri di sapere ciò che stiamo per mangiare? È questa la domanda più gettonata: cosa si nasconde dentro una scatoletta? Affrontiamo insieme il problema del tonno in scatola, o almeno di quello che crediamo sia tonno. Secondo una nota associazione, infatti, una prima pecca delle scatolette è sicuramente la scarsa trasparenza. Dopo aver condotto un monitoraggio in ben 173 punti vendita, la scorsa estate, sulle etichette di oltre 2mila lattine di tonno, l’associazione ha chiarito un punto importante: i consumatori sanno poco o nulla riguardo a ciò che si apprestano a comprare e di conseguenza a mangiare.

Fate voi stessi la prova. Aprite la vostra dispensa e provate a leggere cosa c’è vi è riportato sull’ etichetta della scatoletta: in quella all’olio di oliva, a parte i vari ingredienti (tonno, olio d’oliva e sale) non troviamo nient’ altro e stessa cosa vale per la scatoletta di tonno al naturale dove troviamo gli ingredienti (tonno, acqua, sale, estratto di lievito) ma null’altro. Nella metà dei casi esaminati, però, non sappiamo assolutamente che specie di tonno abbiamo acquistato e soltanto il 7% di queste scatolette ne indica la provenienza. Silenzio assoluto quindi anche sulla tecnica di pesca che viene utilizzata, almeno nel 97% delle scatolette esaminate.

Sappiamo tutti che la pesca del tonno, attualmente, è veramente allo stremo, indiscriminata e molto spesso anche illegale, al punto da mettere a rischio l’intero ecosistema marino. Basti pensare che cinque delle otto specie di tonno di interesse commerciale sono a rischio da diverso tempo, compreso il tonno pinna gialla ovvero quello più consumato in assoluto in Italia. Siete curiosi di conoscere le tecniche con cui viene più spesso pescato il tonno in Italia? Esistono metodi distruttivi come ad esempio i palamiti, le reti a circuizione con FAD, che causano ogni anno la morte di migliaia e migliaia di esemplari giovani di tonno, tartarughe, squali e perfino mante.