Non mangiate questa marca di cereali, possono contenere vermi: ecco quale!

Ultimamente sono arrivate delle segnalazioni agli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori, da parte di consumatori scocciati che non sanno davvero cosa fare, perché continuano a trovare “farfalline” nella pasta, nei biscotti e perfino nei cereali. Si tratta sicuramente di un fenomeno poco piacevole e che naturalmente genera non poche preoccupazioni tra i clienti, perché purtroppo rende inutilizzabili gli alimenti contaminati. È importante puntualizzare che fortunatamente tutto ciò non desta eccessive preoccupazioni per la nostra salute. In seguito capiremo insieme come comportarci, quando e se dovesse capitarci una situazione del genere.

Prima di focalizzarci sulle possibili soluzioni, dobbiamo capire a cosa è dovuta la presenza delle farfalline nella pasta o nei cereali. Questi insetti ( in alcuni casi si possono trovare anche dei vermi) derivano semplicemente dalle uova deposte da vari insetti parassiti dei cereali e che, trovandosi in condizioni a loro favorevoli si sviluppano, trasformandosi in un primo momento in larve (prendono la forma di vermetti) e solo in seguito nell’insetto adulto (vere e proprie farfalline). Tra i più diffusi di questi parassiti c’è il Tenebrio molitor; si tratta di un piccolo coleottero, le cui femmine possono arrivare a deporre fino ad un massimo di 600 uova che, in condizioni ambientali favorevoli, in un paio di settimane, o poco più, completano totalmente il loro sviluppo.

Che tipo di insetti sono le farfalline? Scopriamolo insieme. Quelle che vediamo come farfalline non sono altro che dei piccoli lepidotteri chiamati nel gergo comune anche “tarme” della farina o “tignole”. Le uova di questi piccoli insetti, si raggruppano sotto forma di piccole ragnatele. Anche loro vanno incontro a una metamorfosi, la quale può svilupparsi in tempi più o meno lunghi (dipendono dalle condizioni ambientali come temperatura e umidità), in cui gli insetti, passano dallo stadio larvale a quello di insetto adulto. Ricordiamo inoltre, il “punteruolo” della pasta.

Questo è un piccolo curculionide di non più di 2-3 mm, il quale pur possedendo delle piccole ali, è incapace di volare. Il suo sviluppo è similare a quello degli altri insetti citati sopra. Ma come riescono questi insetti a contaminare pasta e cereali? Gli insetti “contaminanti” si possono facilmente trovare nei granai, nei silos e in qualunque deposito di grano, ma non solo, perché li ritroviamo anche nei mezzi che trasportano i cereali ed altri prodotti, ed è proprio lì che depositano le loro uova.

Molti sono del parere che nelle lavorazioni successive, come per esempio la macinazione, la quale avviene a temperatura ambiente, le uova, insieme ad altre impurità, vengono eliminate, ma non è così, poiché la temperatura utilizzata non è sufficientemente alta e dunque le uova mantengono la loro vitalità e possono essere presenti nelle farine; la loro presenza è invisibile ad occhio nudo, ma non rappresenta un problema, perché, oltre al naturale ribrezzo, non ci sono pericoli particolari legati al consumo di pasta e/o di prodotti da forno contaminati.