Tutto ciò che c’è da sapere sulla strategia del gelato confezionato: ecco cosa

Da qualche giorno è scattata una nuova allerta che riguarda i gelati confezionati: si tratta della presenza di un contaminante. Il Ministero ha ordinato il ritiro di dieci lotti di una nota marca di gelato alla vaniglia in quanto, da alcune analisi effettuate, è emersa la presenza in grosse quantità di ossido di etilene. Ma di cosa si tratta? Vediamolo insieme.

L’ossido di etilene si presenta sotto forma gassosa e viene utilizzato prevalentemente come disinfettate e disinfestante; è anche un ottimo alleato contro i batteri, i funghi, i virus e molti insetti. In diversi casi, però, l’ossido di etilene può risultare particolarmente dannoso in quanto è possibile che possano avvenire contaminazioni negli alimenti, soprattutto perché viene molto utilizzato nei silos e nei magazzini dove, per l’ appunto, vengono conservati gli alimenti.  In alcuni paesi come gli Stati Unti, questa sostanza viene utilizzata in linea preventiva in alcune spezie e farine per prevenire la proliferazione di alcuni batteri quali l’Escherichia Coli e la Salmonella.

Degli studi hanno dimostrato che l’ossido di Etilene rientra tra le sostanze cancerogene soprattutto a seguito di un consumo regolare e proprio per questo motivo il suo utilizzo è regolato per legge. Le prime attenzioni all’ossido di etilene risalgono ai primi anni del 2020 quando sono stati effettuati studi e analisi sui semi di sesamo e sui gelati. Gli esperti, infatti, hanno rilevato la presenza di alcuni contaminanti alimentari presenti in alcuni additivi che erano parte integrante della produzione dei prodotti.

L’ossido di etilene è stato ritrovato in alimenti quali la farina di carrube e la gomma di Guar. La gomma o farina di Guar, in natura si trova come costituente principale dei semi delle leguminose e viene coltivata principalmente in India e negli Stati Uniti. Questa pianta, oltre ad essere molto utilizzata come parte integrante di moltissimi regimi alimentari, viene raccolta anche per estrarre il fagiolo che essa contiene dal quale si ricava una sostanza gelificante; quindi la farina di carrube è un’altra sostanza in cui è stato ritrovato questo ossido.

Questa farina è utilizzata principalmente nella produzione dei gelati in quanto presenta delle proprietà dolcificanti ed addensanti; il ministero la considera “ad elevato rischio di contaminazione da Ossido di Etilene” e proprio per questo motivo molti prodotti che la contenevano sono stati ritirati dal mercato europeo. Come facciamo quindi a difenderci? Basta leggere con attenzione l’etichetta presente nel prodotto. Se sulla farina di carrube troviamo l’etichetta E410 e sulla gomma di Guar E412 vuol dire che i prodotti che stiamo consumando sono potenzialmente contaminati da ossido di etilene.