La verità su cosa c’è dentro i chicchi di caffè Moka: ecco la verità

Il piacere di sorseggiare un buon caffè nasce da molto lontano ed è tutto racchiuso nei chicchi di caffè. Come sa bene chi ha la passione per questa bevanda, l’essenza della bontà di una tazzina fumante è proprio da ricercare nei piccoli semi con cui è preparato preparato. Ecco perché abbiamo deciso di intraprendere un viaggio che ci permette di esplorare le tipologie, e tante caratteristiche, la struttura, la forma e tutto ciò che c’è da sapere su questi preziosi frutti della pianta Coffea: siete pronti a partire?

La pianta del caffè genera piccole bacche rosse chiamate drupe, che visivamente ricordano un po’ le gustosissime ciliegie, che sono composte da diversi strati: Esocarpo (che rappresenta la buccia della bacca); mesocarpo (altro nome della polpa); pergamino (primo strato del chicco); silver skin (secondo strato del chicco).

Dopo tutti questi strati è finalmente possibile arrivare poi al chicco vero e proprio. Benché la struttura delle drupe sia praticamente sempre più o meno uguale, il colore e la forma dei chicchi differenziano invece nelle diverse varietà di caffè. Per esempio, mentre la qualità Robusta ha una forma tondeggiante, quella Arabica ne ha una ovale, essendo allungata. Entrambe però hanno un colore decisamente più scuro della pregiata varietà Kopi Luwak.

Ma come si ottiene il chicco di caffè? Il primissimo passo coincide con la raccolta delle bacche, che rappresenta già una fase molto delicata per cui è importante evitare di raccogliere le bacche verdi, ancora acerbe. Dopo la raccolta, immergendo le drupe in acqua è possibile dividere la polpa e il nocciolo, presente all’interno: ecco i chicchi di caffè, che sono ancora verdi e di dimensioni più contenute. Con la tostatura prenderanno, poi, un tipico colore marrone e diventeranno più grandi, grazie al calore.

Nel mondo crescono circa 60 specie diverse di piante di caffè, ma di queste soltanto una ventina riesce a dare i frutti utili alla produzione del caffè. In base al clima e alla temperatura, le drupe hanno caratteristiche differenti: la fascia tropicale è quella in cui si concentra la maggior parte della sua produzione. Qui si trovano i maggiori Paesi produttori di caffè, come ad esempio il Brasile, e Guatemala. Tra le tante specie di caffè, però soltanto due in realtà sono le più indicate e adatte per essere utilizzate nelle miscele di caffè e sono: Arabica e Robusta.

Ben il 70% di caffè prodotto nel mondo è rappresentato dalla varietà Arabica che è la qualità più pregiata di tutte grazie al suo gusto intenso ma al tempo stesso dolce e delicato. Un caffè 100% Arabica ha un basso contenuto di caffeina e presenta spiccate note fruttate facendo risaltare un retrogusto raffinato che diventa un vero e proprio piacere per il palato.