Le tre marche più buone per un caffè moka a casa: ecco la classifica

Perché l’Italia è famosa per il caffè? Quando le persone si chiedono come fare un buon caffè, nella maggior parte dei casi hanno in mente il classico caffè italiano. Vera e propria eccellenza per il nostro Paese in tutto il mondo, il caffè, la bevanda più apprezzata a livello globale, richiede l’attenzione ad alcuni dettagli ben precisi per essere preparato al meglio. Ora iniziamo a capire come mai il caffè italiano è considerato proprio una chicca unica al mondo.

Il principale motivo è sicuramente legato alla tostatura e quando si chiama in causa questa procedura, è necessario ricordare che essa viene gestita dalle torrefazioni del Bel Paese mirando innanzitutto ad avere un prodotto unico con un aroma intenso, con gusto pieno. A contribuire a tutto questo ci pensa il livello di tostatura, che deve raggiungere un equilibrio specifico e perfetto. Solo così, infatti, si ha la certezza di proporre un caffè con un ottimo retrogusto. Come fare un buon caffè?

Iniziamo subito con i consigli pratici per chi vuole capire come fare un buon caffè in casa. Innanzitutto è bene fare presente l’importanza della materia prima di partenza; l’optimum prevede il fatto di optare, se possibile, verso il caffè in grani e in questo modo è possibile conservare tutte le proprietà organolettiche al meglio. Inoltre, è opportuno macinare il caffè al momento, mettendo poi il risultato del processo di macinatura all’interno del filtro.

Quando ci si chiede come fare un buon caffè, è cruciale considerare l’importanza dell’acqua da mettere nella macchinetta. La soluzione migliore è l’acqua minerale che ha un basso livello di durezza e possibilmente a temperatura ambiente. Un aspetto basilare riguarda però anche il fatto di non esagerare, è essenziale porre attenzione a non andare oltre il livello della valvola che si trova nella parte superiore della caldaia della moka.

Come distinguere un buon caffè. Fondamentale per capire se ci si è mossi nella direzione giusta è avere le idee chiare su come distinguere un buon caffè da uno pessimo. I criteri da considerare sono molto chiari ed è necessario che l’aroma sia intenso. Non importa che richiami a sentori floreali piuttosto magari a quelli fruttati: quello che conta è che, nel momento in cui si porta la tazzina vicino al naso, non arrivi quel terribile odore di bruciato o un insieme di odori sgradevoli dovuti alla non pulizia della macchinetta.

Un altro aspetto da prendere in considerazione quando ci si chiede come deve essere un buon caffè riguarda proprio il gusto che deve essere persistente. Attenzione, però perché non deve essere aggressivo. Un doveroso cenno va dedicato alla crema in superficie che deve avere un ruolo di grande rilevanza e serve a trattenere le particelle che contribuiscono all’aroma e al sapore e che non deve essere assolutamente né troppo chiara ma neanche troppo scura.