Continuano a trovare vermi dentro la pasta: scatta la denuncia per questa marca di pasta

Frammenti di vetro e pezzetti di plastica, insetti, pezzi di metallo, sassolini, a volte anche code di topo e lamette… (che cose sgradevoli!) Sono solo alcuni degli “oggetti” che, di tanto in tanto, i consumatori trovano all’interno delle confezioni dei vari prodotti alimentari. Questo problema è ben conosciuto dalle varie aziende che cercano in ogni modo di prevenire questi incidenti ed è ormai una prassi corrente disporre lungo tutta la linea di confezionamento, sensori che permettono di rilevare eventuale presenza di metalli e di corpi estranei, ma il sistema non è comunque perfetto.

Prendiamo in considerazione la pasta, alimento base dell’alimentazione italiana, prodotto indispensabile e sempre presente in tutte le cucine. Se, ad esempio, nel nostra pasta finiscono pezzetti molto sottili di legno, di plastica in posizione verticale, i sensori non sempre riescono a rilevarli. Bisogna poi considerare maggiormente l’insetto o il verme, sfuggito ai filtri dell’impianto di condizionamento, ma anche il capello che cade sulla linea nonostante l’obbligo di tenere sempre la cuffia sulla testa.. qui diventa difficile.

Una cosa è certa, il “rischio zero” non esiste affatto e la questione dei corpi estranei rappresenta sicuramente un problema importante per tutte le aziende alimentari. Quando il consumatore trova anche solo un piccolo dettaglio indesiderato all’interno del piatto di pasta si arrabbia parecchio e in genere si rivolge al produttore per avere dei chiarimenti in merito, a volte gli viene anche chiesto di inviare l’oggetto o il frammento per cercare di capire quale sia la sua origine, ricevendo in cambio, a titolo di risarcimento, dei buoni acquisto oppure qualche confezione del prodotto in omaggio.

Ma vediamo cosa accade quando il produttore riceve una segnalazione di questo tipo. Diciamo che in azienda dovrebbe scattare immediatamente un piano prestabilito di controlli extra su tutti i campioni del lotto ancora presenti nel magazzino e su quelli del controllo qualità, per capire bene se si tratta di un problema comune alle altre confezioni oppure se è solamente un problema singolo.

Una volta appurato che il problema esiste davvero, si ritira tutto il lotto e si invia una lettera alla rete commerciale chiedendo il ritiro immediato dagli scaffali del supermercato. A questo punto in relazione alla gravità del problema, l’azienda ha l’obbligo di informare i consumatori attraverso dei comunicati stampa e delle avvertenze sul sito ufficiale di internet. Anche il supermercato dovrebbe in qualche modo avvertire la clientela attraverso dei cartelli nei vari punti vendita. C’è da dire, però, che in Italia c’è una certa distrazione su questo argomento e diciamo che spesso i consumatori non vengono adeguatamente informati al riguardo.